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Sabato 27 e domenica 28 settembre: continua la mobilitazione a fianco del popolo palestinese e la sua Resistenza

FERMIAMO IL GENOCIDIO E LA PULIZIA ETNICA

A GAZA E IN CISGIORDANIA!

A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE E LA SUA RESISTENZA

PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE!

FUORI IL SIONISMO DALLA STORIA!

GIU’ LE MANI DALLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA!

Verso il nuovo sciopero generale del 3 ottobre e il corteo nazionale del 4 ottobre a Roma

Lo Sciopero Generale del 22 settembre ci offre 2 dati oggettivi da cui ripartire.

– Il dato dell’enorme partecipazione: almeno 80 piazze in tutta Italia, da nord a sud senza eccezioni, da quelle più grandi come Roma e Milano a quelle più piccole come Alcamo o Santa Teresa sulla costa Ionica della Sicilia, sono state attraversate da una caldissima marea umana animata da molte centinaia di migliaia di lavoratrici/ori, studentesse/i, ragazze/i, che hanno stretto il popolo palestinese e la sua Resistenza in un fortissimo e grande abbraccio di solidarietà contro il genocidio in corso e a sostegno alla Global Sumud Flotilla.

– L’altro dato importante da prendere in considerazione è che quello del 22 settembre è stato uno sciopero politico. Uno sciopero di lotta e di solidarietà con il popolo palestinese al quale hanno convintamente aderito milioni di lavoratrici e lavoratori rimettendoci con empatia una parte del loro salario. Uno sciopero politico che ha largamente travalicato il perimetro delle sigle del sindacalismo di base che lo hanno indetto, per attraversare e mobilitare settori di classe, donne e uomini, studenti e studentesse – segnaliamo a questo proposito l’entusiastica partecipazione di insegnanti, bambine e bambini delle scuole del parco Trotter – e che soprattutto ha raccolto e canalizzato in una piazza plurale e condivisa la voglia di partecipazione e la rabbia instillata nei cuori di ognuna e ognuno di noi dopo 2 anni di genocidio in diretta con un risultato clamorosamente molto ben oltre le previsioni.

Un pugno in faccia al governo Meloni.

Questi due dati di fatto ci dicono che il 22 settembre è stato un pugno in faccia bello forte al governo Meloni che infatti, per provare a scalfire il racconto di quel fiume di solidarietà, si deve arrampicare sugli specchi amplificando le tensioni con la polizia dovute anche ad un’incapacità di gestione elastica di una piazza così partecipata da parte della questura milanese. Segnaliamo però anche il bello schiaffone politico arrivato al “campo largo”, alla sua ignavia, al suo ritardo, al suo riduzionismo durato due anni, alla sua “equidistanza”, al suo continuo ricorso alla categoria del terrorismo per definire la Resistenza del popolo palestinese per legittimare, in buona sostanza, l’occupazione coloniale sionista della terra palestinese. Uno schiaffone così di massa che ha costretto la segretaria del PD Schlein ad una presa di posizione politica ufficiale che se da una parte condanna le “violenze” (e quando mai…) non può dall’altra che prendere atto della forte spinta di partecipazione allo sciopero delle centinaia di migliaia di persone che lo hanno fatto vivere. Uno schiaffo arrivato anche in casa Cgil per il suo sciopericchio di venerdì e la grande partecipazione dei/delle lavoratori/trici tesserati/e cgil allo sciopero del 22 indetto dal sindacalismo di base.

22 settembre 2025 – Milano è palestinese!!

Chiariamo subito che però non ci sono stati e non ci sono “buoni e cattivi”. Il corteo è stato così partecipato da quel fiume di solidarietà proprio per l’indicazione “blocchiamo tutto” e tutta l’Italia ha visto il blocco e l’occupazione di stazioni e autostrade con modalità diverse e con un diverso approccio delle relative questure. Evidentemente su Milano la destra ha voluto giocarsi una partita più direttamente politica che nulla aveva a che fare con la Palestina e l’insistenza e le urla scomposte contro il corteo da parte della candidata sindaca leghista stanno palesemente suffragando questa tesi. 

Naturalmente dopo grandi giornate di mobilitazione si assiste alla corsa della destra e non solo alla divisione e alla criminalizzazione del movimento di solidarietà che è sceso in piazza da due anni sabato dopo sabato in maniera determinata ma senza mai un attimo di tensione. Se ne facciano una ragione. Altrettanto devono convincersi la magistratura e le forze dell’ordine che ora si avventano con draconiane misure cautelari sui compagni e le compagne arrestate al termine del corteo con particolare durezza su Mina ed Ettore, entrambe studentesse e militanti del Liceo Carducci di Milano. Giovani compagne ristrette agli arresti domiciliari, senza possibilità alcuna di frequentare la propria scuola, isolate quindi non solo dalle proprie compagne (e dall’enorme movimento di cui sono parte) ma anche private del proprio diritto alla formazione e allo studio.
Non ci sono divisioni e continueremo il nostro percorso di solidarietà di massa a fianco del popolo palestinese e della sua Resistenza per fermare il genocidio e la pulizia etnica del popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania. 

Per il diritto alla Resistenza contro l’occupazione coloniale sionista e il legittimo diritto all’Autodeterminazione!

Vogliamo anche sottolineare che questi slogan non sono però un’enunciazione di principio generica da dare per scontata a livello di massa. La solidarietà e l’empatia si devono trasformare in consapevolezza razionale. Dobbiamo comprendere che sono sentimenti importanti anzi fondamentali ma non sufficienti perché escono dalla comprensione razionale dello scontro in atto. Non basta piangere per la carneficina scientifica di donne, uomini bambine e bambini, per le immagini di strazio indescrivibile, non basta chiedere pace e chiedere il cessate il fuoco.

Certamente è importante anzi fondamentale e va chiesto a gran voce per fermare il genocidio ma non basta. Lo abbiamo già scritto e detto ogni sabato nei cortei. Chiediamo rispetto per il popolo palestinese che non può essere solo visto e raccontato nel ruolo di vittima senza riconoscergli il diritto di decidere del proprio futuro con un libero e autonomo processo di autodeterminazione perché così facendo lo inchioderemmo ad un ruolo di definitiva subordinazione alla sopraffazione suprematista coloniale. Arriviamo persino a dire che non basta neanche inneggiare solo alla Resistenza nel suo contenuto intrinseco di radicale opposizione al colonialismo. La storia degli ultimi cento anni è scritta con il sangue del popolo palestinese. Il sionismo è il coltello che ha aperto ed è ancora dentro la ferita e per rimarginarla è necessario rimuoverlo. Rimuoverlo dalla storia dell’umanità. Di questo dobbiamo parlare e su questo elemento che va data battaglia politica. E per rimuovere il sionismo dalla storia é necessario vederlo per quello che è: un ignobile strumento dell’imperialismo che attraverso un colonialismo razzista, segregazionista fondato sull’ideologia suprematista della razza ebraica, depreda, uccide e ruba terra per gli interessi di quel tanto sbandierato ‘occidente democratico’ ormai smascherato in tutto e per tutto

La Global Sumud Flotilla è ancora sotto attacco. Alla partenza le imbarcazioni sono state attaccate con materiale incendiario e ora sono state colpite con granate assordanti nel completo silenzio delle comunicazioni. Il comitato di sostegno preannuncia un ulteriore escalation dell’aggressione sionista nelle prossime 48 ore. Non abbassiamo mai la guardia e stiamo pront3 tutt3 per le prossime mobilitazioni!!

– FERMIAMO IL GENOCIDIO E LA PULIZIA ETNICA IN PALESTINA

– L’ENTITA’ COLONIALE SIONISTA ISRAELE Ãˆ IL TERZO REICH DEL TERZO MILLENNIO

– CONTRO LA CORSA AL RIARMO E ALLA GUERRA IMPERIALISTA. BASTA SPESE MILITARI!

– CONTRO IL GOVERNO MELONI COMPLICE DEL GENOCIDIO

– CONTRO IL GOVERNO MELONI CHE ATTACCA I SALARI E TAGLIA LE SPESE SOCIALI

– CONTRO FASCISMO AUTORITARISMO E SECURITARISMO

– NO ALLA CRIMINALIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETA’

– SOSTENIAMO LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA

– ANAN LIBERO!!

– MINA ED ETTORE LIBERE!!

La raccolta fondi sul sito https://www.ricostruiamoasilovik.it/ continua!

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