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Con il popolo palestinese e la sua Resistenza per un 25 aprile antimperialista, antifascista, antisionista che indichi un’alternativa

ATTENZIONE: IL CONCENTRAMENTO E’ STATO SPOSTATO IN PIAZZA OBERDAN ALLE ORE 13

Per una Palestina libera dal fiume al mare!

Dopo 30 mesi di cortei a Milano la MILANO PALESTINESE ha deciso di manifestare il proprio dissenso con una PIAZZA FINALE DIFFERENTE E SEPARATA dalla piazza ufficiale. Vogliamo rendere evidente in occasione del 25 aprile la lontananza politica tra una coerente opposizione al genocidio e il sostegno senza condizioni al popolo palestinese e alla sua Resistenza e chi la parola genocidio non l’ha mai pronunciata. E chi per la propria contiguità al sionismo ha parlato di Palestina solo davanti allo scempio dei corpi di donne, uomini, bambini e bambine palestinesi ma ha sempre CONDANNATO LA SUA LEGITTIMA RESISTENZA.

Parteciperemo e invitiamo tutte e tutti a partecipare allo SPEZZONE PALESTINESE organizzato dalle Associazioni Palestinesi con 

CONCENTRAMENTO PER TUTTE E TUTTI ORE 13 ang. PIAZZA OBERDAN CON PORTA VENEZIA e TERMINE IN PIAZZA FONTANA

PER UN 25 APRILE ANTIMPERIALISTA, ANTIFASCISTA, ANTISIONISTA E IL GENOCIDIO PALESTINESE

CHE INDICHI UN’ALTERNATIVA DI CLASSE ALLA GUERRA IMPERIALISTA E E AL RIARMO! 

A FIANCO DEL POPOLO PALESTINESE E DELLA SUA RESISTENZA

PER UNA SOCIETA’ DI LIBER@ E UGUALI

Sgombriamo subito il campo da possibili interpretazioni generiche: il fascismo non è solo un’aberrazione ideologica e culturale, non è un inciampo, non è solo un crimine, non è una sorta di buco nero della storia in cui cade l’intera umanità smarrendo “la retta via della pace”. Lasciamo ad altri questa interpretazione idealistica, o lasciamola a chi, strumentalmente, non guarda alla storia come un processo in continua evoluzione di un conflitto tra interessi inconciliabili. 

Il fascismo è stato ed è oggi semplicemente l’espressione più diretta e violenta del dominio di una classe sulle altre. Il fascismo è “reazione”, è dittatura di classe che trasforma, senza mediazioni, in legge dello stato la violenza oppressiva sulle altre classi

<< Ricordiamo che La marcia su Roma dell’ottobre del 1922 con l’obiettivo di insediare Mussolini al governo, avveniva ad esempio, dopo il “Biennio Rosso”. 2 anni di grandi lotte operaie e contadine con occupazioni delle fabbriche e dei latifondi per salari dignitosi e maggiori diritti per i lavoratori che lottavano duramente (sfidando le squadracce fasciste) indicando la prospettiva di un un futuro migliore richiamandosi, in molte e molti, all’immaginario della vittoria della Rivoluzione russa del 1917. La paura di un ribaltamento dei tavoli del comando spinse la borghesia italiana a sostenere Mussolini e il movimento fascista utilizzandolo come fattore reazionario e repressivo contro le lotte sempre più estese del movimento di operaio e contadino. Ricordiamo anche la cosiddetta “strategia della tensione” quando, messi in difficoltà dall’avanzare delle lotte operaie e studentesche, stato e padroni scatenarono la stagione delle bombe nelle piazze e sui treni a cominciare, del 1969, dalla Strage di Piazza Fontana a Milano >> 

Il fascismo e i fascisti sono quindi da sempre il cane da guardia del potere borghese più reazionario e autoritario a cui ricorrere nei momenti di maggiore difficoltà.Il fascismo è però solo uno dei volti e degli strumenti di comando delle classi al potere. Uno strumento che cambia e viene scelto in relazione alle esigenze di sopravvivenza del potere al pari della “democratura” o dello “stato di polizia” o della stessa “democrazia parlamentare”. 

Il bastone o la carota non importa. Naturalmente sarebbe certamente “più facile e comodo” gestire le contraddizioni in una situazione imposta o condizionata di pace sociale che con il fascismo o una dittatura dichiarata, ma l’importante Ã¨ non permettere cambiamenti che mettano in gioco l’accumulazione di profitti. Nello stesso modo la guerra è lo strumento delle classi al potere su scala internazionale e dei paesi con struttura economica nella fase imperialista per affrontare e trovare una “via d’uscita”,  in una situazione di perenne crisi economica, con l’egemonia e il controllo di aree geopoliticamente rilevanti e di mercati sempre più ridotti e saturi. Una guerra che è sempre più manifestamente guerra di rapina, guerra di sottomissione, guerra di annientamento, separazione e riduzione a mere entità geografiche i paesi e le popolazioni colpite. La dichiarazione di Trump che minacciava di cancellare un‘ intera civiltà millenaria (l’Iran proviene dall’antica Persia) è stata ben esplicita e funzionale all’azzeramento del suo ruolo di potenza economico/militare nell’Asia Occidentale per lasciarne il controllo all’entità coloniale sionista israele e all’altro cane pazzo assassino di Netanyahu …. ma fino ad ora non gli è andata troppo bene. Più il sistema economico capitalista si protende verso la guerra e più si evidenzia l’esigenza di un maggior controllo e di un maggiore disciplinamento sociale sul fronte interno con il procedere verso diverse forme di “democratura” o di “democrazia illiberale” (per dirla alla Orban). Il governo Meloni (sulla base delle sua sub-cultura identitaria e fascista del “DIO-PATRIA-FAMIGLIA) Ã¨ pienamente inserito in questa “torsione autoritaria” della cosiddetta (già strutturalmente ipocrita) “democrazia parlamentare”, provando a svuotarla dall’interno fino a renderla un nominale paravento per il comando diretto della grande borghesia italiana. Perchè è il “padronato” italiano l’azionista di maggioranza di questa accolita di boriosi cialtroni in camicia nera (finalmente al governo dopo 80 anni di isolamento nelle fogne per l’inconsistenza di una “sinistra istituzionale” strutturalmente incapace di indicare u’alternativa). Dopo gli innumerevoli decreti sicurezza e la criminalizzazione di migranti e dissenso, l’ultimo segnale identitario che gli epigoni della fiamma mussoliniana hanno sventolato è stato quel tentativo di corruzione di stato degli avvocati dei migranti, versando loro qualcosa più di 600 euro per convincere il proprio assistito di tornarsene al suo paese. L’emendamento non è passato per l’intervento di Mattarella che almeno a questo si è opposto, ma è un primo segnale tecnico di REMIGRAZIONE che ben rappresenta la sub-cultura razzista e xenofoba che tiene insieme le diverse anime di questo governo.

UN 25 APRILE DI RESISTENZA antimperialista antifascista e antisionista che indichi un’alternativa

Questo è un 25 aprile “di guerra”. Ci troviamo attaccati a un sottile filo che ci tiene sospesi davanti al baratro di una guerra generalizzata (spesso per procura) tra le superpotenze. Ma se questo riguarda tutte e tutti noi che stiamo pagando i costi economici della guerra imperialista d’aggressione, ci sono popoli che vengono martirizzati per il loro non abbassare la testa agli ordini degli assassini. La guerra arbitraria e criminale,  scatenata dagli  Usa e dall’ entità sionista Israele contro l’Iran e contro il Libano come segnale e immagine di potenze intoccabili (un immagine che si sta sgretolando grazie alle diverse resistenze), sta rompendo gli equilibri precari delle diverse economie nazionali e devastando il pianeta mentre continua (senza più alcuna copertura mediatica) il genocidio palestinese nella direzione di una completa pulizia etnica in funzione della creazione del sogno  messianico sionista di una Grande Israele. Dall’altra parte, l’ipocrisia del cosiddetto campo riformista, cerca di utilizzare il 25 aprile, per il suo significato simbolico, per un generico e solo formale frontismo antifascista in difesa della costituzione e per un recupero elettoralistico, come se il 25 aprile fosse solo una fredda lapide a cui andare a portare fiori una volta l’anno e non invece memoria storica di valori di UGUAGLIANZA SOCIALE E SOLIDARIETA’ e del sacrificio di centinaia di migliaia di donne uomini, ragazze e ragazzi partigiani che sono morti per combattere fascismo e nazismo e i padroni di allora che li hanno sostenuti al potere. 

Partigiani italiani
Partigiani palestinesi

IL NOSTRO ANTIFASCISMO E’ CONTRO LA GUERRA IMPERIALISTA

IL NOSTRO ANTIFASCISMO E’ CONTRO RAZZISMO E XENOFOBIA

IL NOSTRO ANTIFASCISMO E’ CONTRO SESSISMO E L’OMOLESBITRANSFOBIA

IL NOSTRO ANTIFASCISMO E’ CONTRO LA DEVASTAZIONE AMBIENTALE A DIFESA DEL CICLO ECOLOGICO

IL NOSTRO ANTIFASCISMO E’ ANTIFASCISMO DI CLASSE PER UN MONDO LIBERATO DALLA GUERRA, DALLO SFRUTTAMENTO E DALLA PRECARIETA’

IL NOSTRO ANTIFASCISMO E’ INTERNAZIONALISTA A FIANCO DEI POPOLI DEL MONDO CHE SI RIBELLANO ALL’IMPERIALISMO E AL SIONISMO

IL NOSTRO ANTIFASCISMO E’ SOLIDARIETA’ SENZA CONDIZIONI AL POPOLO PALESTINESE, ALLA SUA RESISTENZA E AL SUO DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE

IL NOSTRO ANTIFASCISMO E’ CACCIARE DALLA STORIA IMPERIALISMO E SIONISMO!

Il 16 Maggio ci terrà a Milano una manifestazione nazionale e il 29 Maggio lo sciopero generale, al link qui sotto il comunicato e le modalità di adesione al corteo:

https://www.csavittoria.org/2026/04/21/16-05-2026-manifestazione-nazionale-a-milano-29-05-2026-sciopero-generale/

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