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16/08 CAROVANA PER LA PALESTINA-Fermiamo l’olocausto palestinese, fermiamo il genocidio

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Davanti al tribunale della storia e dei popoli voi governi dell’occidente imperialista, voi sionisti e suprematisti ebraici, voi assassini criminali siete condannati ad essere spazzati via dalla sofferenza, dall’odio e dalla determinazione incrollabile che ha prodotto la vostra violenza, la vostra complicità armata, il vostro girarsi dall’altra parte, il vostro falso umanitarismo, la vostra ipocrisia, i vostri guanti bianchi che non riuscite più a ripulire dal sangue palestinese e dei popoli del sud del mondo. 

Sabato 16 agosto ore 16:00

CAROVANA PER LA PALESTINA per la città di Milano. Ci troviamo in Piazza Loreto tutte e tutti in auto, moto, motorini e bandiere palestinesi per una carovana in solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza per tutta la circonvallazione (quella dei Filobus 90/91)

FERMIAMO IL GENOCIDIO IN PALESTINA SUBITO

RITIRO DELLE TRUPPE D’OCCUPAZIONE SIONISTE 

INGRESSO IMMEDIATO DEGLI AIUTI UMANITARI, CIBO ACQUA POTABILE E MEDICINALI SUBITO!

LA FINE DELL’ OCCUPAZIONE SIONISTA È L’UNICA POSSIBILITA’ PER UNA VERA PACE.

L’assassino genocida Netanyahu in pratica dichiara in conferenza stampa mondiale che l’unico palestinese buono è quello morto o sottomesso al colonialismo sionista. Ma nessuno alza concretamente un dito per fermare il criminale Netanyahu che dichiara di voler prendersi definitivamente l’intera Gaza… per consegnarla ad un… governo civile indipendente… sotto il controllo militare israeliano. Passare cioè dall’ 85% del territorio devastato dai bombardamenti e dai macellai dell’IDF, all’occupazione del rimanente 15 % della striscia di Gaza dove è stato compresso, a forza di bombe e rastrellamenti nazisti, l’intero popolo gazawi, oltre il limite della sopravvivenza, in un fazzoletto di terra con il più alto tasso di densità di popolazione al mondo senza le minime e più basilari condizioni per chiamarla vita umana.

Un governo … civile e indipendente …senza palestinesi ma in mano alle “disinteressate” petromonarchie del Golfo socie in affari del presidente/taglieggiatore Trump o magari anche al fascista golpista egiziano Al Sisi.

“L’occupazione è illegale perché, con la sua stessa presenza, impedisce ai palestinesi di godere del diritto all’autodeterminazione: il diritto di un popolo a esistere e a determinarsi, cioè a scegliere per sé, senza controllo straniero sul territorio e sulla vita dei palestinesi che lo abitano” Francesca Albanese – relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati – 

L’occidente “democratico” è colpevole.  L’occidente imperialista che ha generato il cancro del sionismo colonialista e suprematista è colpevole di genocidio.

Il genocidio dei nativi americani come atto fondativo degli Stati Uniti d’America, i massacri con il gas nervino e l’iprite da parte del colonialismo fascista italiano in Eritrea e in Libia con il generale fascista Graziani (commemorato dal ministroLollobrigida) che fece costruire un muro al confine con l’Egitto per non fare passare aiuti alla popolazione affamata…, il poco citato genocidio tedesco del popolo Herero in Namibia, i colpi di stato militari e le dittature centro/sud americane per mantenere il controllo sul “cortile di casa” statunitense, i contras nicaraguensi, gli squadroni della morte argentini, le squadre speciali di torturatori del sud africa dell’apartheid, l’occupazione coloniale francese con la sconfitta epocale di Dien Bien Phu e poi la successiva aggressione Usa in Vietnam, la guerra contro il popolo iracheno per lo sfruttamento dei suoi pozzi petroliferi, l’invasione dell’Afghanistan, Iraq, Siria, Libia … Abu Ghraib, Guantanamo …. e ora l’ultimo atto del genocidio palestinese praticato dall’entità coloniale sionista-Israele con l’IDF e i coloni fondamentalisti ebraici sono: 

UN FILO NERO DI UN’UNICA VIOLENZA. UN’UNICA MATRICE: L’OCCIDENTE COLONIALISTA. 

Combattere il sionismo suprematista vuol anche dire lottare e combattere contro la sua causa primaria. L’imperialismo come fase suprema di un modo di produzione che sta producendo disparità, sfruttamento, guerra, fame e ora un genocidio.

TUTTO QUESTO È PALESTINA. Perché è lo stesso sistema di sfruttamento coloniale imperialista che ha arricchito l’occidente che ora riproduce all’ennesima potenza e tragicità l’OLOCAUSTO PALESTINESE.

E a questa scientifica e razionale disumanità tutte e tutti noi possiamo opporci schierandoci a fianco del popolo palestinese e della sua resistenza e contro i suoi alleati e complici a “casa nostra”.

Sono passati quasi due anni e rispondi a questa domanda: il tuo è solo pietismo o desiderio di giustizia sociale? Stai con la Palestina solo quando sanguina o anche quando combatte per la sua liberazione?

Davanti al tribunale della storia e dei popoli voi governi dell’occidente imperialista, voi sionisti e suprematisti ebraici, voi assassini criminali siete condannati ad essere spazzati via dalla sofferenza, dall’odio e dalla determinazione incrollabile che ha prodotto la vostra violenza, la vostra complicità armata, il vostro girarsi dall’altra parte, il vostro falso umanitarismo, la vostra ipocrisia, i vostri guanti bianchi che non riuscite più a ripulire dal sangue palestinese e dei popoli del sud del mondo. 

Il miserabile governo Meloni per voce del “ministro” Taiani si aggiunge, buon ultimo, alla carovana dei “buoni” dell’occidente che in un “impeto” di pietismo di facciata, getta provviste dagli aerei ferendo e uccidendo esseri umani affamati e provando così a umiliare il popolo palestinese. Parole e dichiarazioni ipocrite e qualche tonnellata di provviste che cade al suolo in zone militarizzate o che si spargono contaminandosi al suolo. Nel frattempo, gli aerei dell’aviazione nazi-sionista, continuano la strage di esseri umani bruciando le tende degli sfollati in zone dichiarate sicure e uccidendo donne, uomini e i loro figli e figlie in coda per una razione di farina o lenticchie. Ogni impunità è garantita, tutto è permesso al piccolo stato canaglia, al suprematismo sionista colonialista prodotto dall’unione del FONDAMENTALISMO RELIGIOSO EBRAICO E DAL NAZIONALISMO.

Alza la bandiera palestinese simbolo di resistenza, dignità e orgoglio!

Noi non siamo stati mai legalitari e anzi vi vogliamo inchiodare all’ipocrisia delle vostre stesse leggi e del diritto internazionale con riferimento alla risoluzione ONU 2625 del 1970 che riconosce ai popoli a cui è stato strappato con la forza il diritto all’ Autodeterminazione, il diritto a lottare anche adottando la resistenza armata come strumento di liberazione e, come la nostra RESISTENZA per liberarci dal nazifascismo non era terrorismo, la RESISTENZA PALESTINESE NON E’ TERRORISMO ma resistenza popolare, civile, etica, culturale armata contro l’oppressione coloniale di insediamento dell’ entità sionista chiamata Israele.

Noi solidali con il popolo palestinese e la sua resistenza denunciamo e ci opponiamo alla vostra ipocrisia, all‘appellarsi imbelle al diritto internazionale da sempre strumento unilaterale del potere imperialista statunitense. Avreste gli strumenti per porre fine al genocidio e non li volete usare. Il Capitolo VII della carta costituzionale delle nazioni unite, entrata in vigore nell’ ottobre del 1945, prevede concretamente l’utilizzo di azioni coercitive e l’uso della forza qualora si renda necessario. Embargo totale, recesso di ogni trattato di collaborazione, chiusura di ogni rapporto commerciale e militare, intervento militare diretto contro l’entità sionista Israele. Distruzione delle sue forze armate, azzeramento con bombardamenti mirati di tutti i suoi centri di comando politici e militari israeliani a Gaza e in Cisgiordania per far arretrare l’esercito e finalmente fermare il genocidio palestinese. 

Niente di strano o di eccezionale. È previsto dalla carta costituzionale delle nazioni Unite. Lo avete già fatto senza alcuna remora morale in molti paesi utilizzando a piene mani quella banda armata di assassini al vostro servizio chiamata NATO. Avete una lunga esperienza in fatto di distruzione di “paesi nemici”. Ricordate il criminale bombardamento di Belgrado del 1999? Noi lo ricordiamo. L’avete già fatto in Iraq, (ricordate lo sterminio in un solo giorno di decine di migliaia di soldati iracheni già in fuga?)  e in Libia dove gli aerei francesi e inglesi, gonfi di bombe, erano già in volo prima ancora della firma della risoluzione Onu che autorizzasse l’uso delle armi contro un paese sovrano.
Il sionismo genocida non è però purtroppo solo rappresentato da Netanyahu e la sua banda di assassini razzisti sanguinari. Siamo ben consapevoli che la pancia profonda del sionismo sia fotografata dal sondaggio, riportato il 4 giugno 2025 dalla rivista progressista israeliana Haaretz, che attribuisce al 73 % degli ebrei israeliani l’affermazione che si sentano “non così turbati” o “per niente turbati” dalle notizie sulla fame e le sofferenze della popolazione palestinese. Ma sappiamo anche che, per fortuna, sono decine di migliaia le persone che lasciano l’entità sionista coloniale Israele perché si rifiutano (o almeno così speriamo) di essere ancora complici di un’occupazione che dura da cento anni. 

Decideranno loro se stare dalla parte giusta dell’umanità e costruire un futuro di convivenza nell’uguaglianza dei diritti o dichiararle guerra.

Ma cosa c’è di male ora nel sognare di vedere “neutralizzati” i killer in divisa dell’IDF che scommettono su chi ha ammazzato più bambini palestinesi? Non è naturale, umano e legittimo augurarsi di vedere Netanyahu, Smootrich, Ben Gvir, Katz, Herzog in catene insieme ai 600 dirigenti dell’IDF, del Mossad e dello Shin Bet e gli altri firmatari della lettera a Trump per “fermare l’escalation di guerra”? Questi ultimi ora passano per “buoni” ma dicono … fermiamo ORA questa “guerra” …  che fino ad ora era GIUSTA …. perché ora è inutile e perché rovina la reputazione …. del loro stato genocida. Tutti assassini bastardi da incarcerare e presentare davanti ad un tribunale palestinese per un processo che sarà storia, dopo quello di Norimberga. Quale sarà la loro fine? Crediamo di saperlo, proprio come Norimberga o piazzale Loreto e così l’umanità potrà forse chiudere la pagina del sionismo una volta per tutte.

Ma tutto questo per ora rimane solo un legittimo desiderio perché la vostra complice narrazione filosionista non accetta la definizione oggettiva di GENOCIDIO perché implicherebbe atti conseguenti e invece l’unico problema che vi ponete è solo quello di come vincere o pacificare l’indomabile resistenza del popolo palestinese che non accetta di morire in silenzio.

MA NON C’E’ PIU’ TEMPO!

BISOGNA INTERVENIRE ORA, SUBITO PER GARANTIRE IL DIRITTO ALL’ESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE!

Foto ripresa all’interno della nave Barhi Yambu bloccata al porto di Genova dal Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali – Calp –

Il popolo palestinese resiste e noi siamo al suo fianco per il diritto all’esistenza, alla Resistenza, al ritorno dei profughi, alla liberazione dei prigionieri uomini donne e bambini rinchiusi dei lager sionisti.

PER IL DIRITTO AD UN PROCESSO DI LIBERA AUTODETERMINAZIONE!

Concludiamo questo appello alla partecipazione con le parole/testamento scritte il 6 aprile dal grande giornalista di Al Jazeera Anas Al-Sharif assassinato con una bomba sionista insieme a quattro colleghi e al loro autista   I killer sionisti rivendicano ufficialmente e platealmente il suo martirio come ennesima prova di “democrazia” dell’entità sionista coloniale chiamata Israele.

Anas Al-Sharif . Le sue parole si sono incise in maniera irreversibile nel nostro cuore!

“Questa è la mia volontà e il mio messaggio finale.

Se queste parole vi giungono, sappiate che Israele è riuscito a uccidermi e a mettere a tacere la mia voce. Prima di tutto, la pace sia su di voi e la misericordia e le benedizioni di Dio. Dio sa che ho dedicato tutto l’impegno e la forza che avevo per essere un sostegno e una voce per il mio popolo, fin da quando ho aperto gli occhi alla vita nei vicoli e nelle strade del campo profughi di Jabalia. La mia speranza era che Dio prolungasse la mia vita così da poter tornare con la mia famiglia e i miei cari nella nostra città natale, Asqalan (al-Majdal) occupata. Ma la volontà di Dio è venuta prima e il Suo decreto è stato eseguito.

Ho vissuto il dolore in ogni suo dettaglio. Ho assaporato il dolore e la perdita molte volte. Eppure, non ho mai esitato un solo giorno a trasmettere la verità così com’è, senza falsificazioni o distorsioni. Che Dio sia testimone contro coloro che sono rimasti in silenzio, coloro che hanno accettato la nostra uccisione, coloro che hanno soffocato i nostri respiri e coloro i cui cuori sono rimasti insensibili ai corpi dei nostri bambini e delle nostre donne, e che non hanno fatto nulla per fermare il massacro che è inflitto al nostro popolo da più di un anno e mezzo.

Vi esorto a tenere stretta la Palestina, il gioiello della corona dei musulmani e il cuore pulsante di ogni persona libera in questo mondo.

Vi esorto a prendervi cura del suo popolo, dei suoi bambini oppressi a cui non è stata data la possibilità di sognare o di vivere in sicurezza e pace, i cui corpi puri sono stati schiacciati da migliaia di tonnellate di bombe e missili israeliani, fatti a pezzi, i cui resti sono stati sparsi sui muri.

Vi esorto a non lasciarvi mettere a tacere dalle catene o fermare dai confini. Siate ponti verso la liberazione della terra e del popolo, finché il sole della dignità e della libertà non sorgerà sulla nostra patria rubata.

Vi esorto a prendervi cura della mia famiglia.

Vi esorto a prendervi cura della pupilla dei miei occhi, la mia amata figlia Sham, che la vita non mi ha permesso di vedere crescere come sognavo.

Vi esorto a prendervi cura del mio amato figlio Salah, a cui desideravo stare accanto finché non fosse diventato forte, per portare il mio fardello e continuare la missione.

Vi esorto a prendervi cura della mia amata madre, le cui preghiere benedette mi hanno portato dove sono. Le sue preghiere sono state la mia fortezza, la sua luce il mio cammino. Chiedo a Dio di confortare il suo cuore e di ricompensarla grandemente per me.

Vi esorto anche a prendervi cura della mia compagna di vita, la mia amata moglie, Umm Salah, Bayan, dalla quale la guerra mi ha separato per lunghi giorni e mesi. Eppure, è rimasta fedele alla sua promessa, salda come il tronco di un ulivo che non si piega, paziente e fiduciosa in Dio, portando la responsabilità in mia assenza con forza e fede.

Vi esorto a stringervi attorno a loro e ad essere il loro sostegno dopo Dio Onnipotente.

Se dovessi morire, morirei saldo nei miei principi. Rendo testimonianza davanti a Dio che sono contento del Suo decreto, certo di incontrarLo e convinto che ciò che è con Dio è migliore ed eterno.

O Dio, accettami tra i martiri. Perdona i miei peccati passati e futuri. Fa’ che il mio sangue sia una luce che illumini il cammino della libertà per il mio popolo e la mia famiglia. Perdonami se ho mancato e prego per la mia misericordia, perché ho mantenuto la mia promessa e non l’ho mai cambiata né tradita.

Non dimenticate Gaza…

E non dimenticatemi nelle vostre sincere preghiere per il perdono e l’accettazione.”

Anas Jamal al-Sharif

Ricordiamo che è ripartita la quarta raccolta di fondi per Gaza. Chi volesse contribuire vada subito sul sito ricostruiamoasilovik.it  dove potrà trovare informazioni sui destinatari e sulle modalità del versamento.

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