Domenica 7/9- No deportazione No pulizia etnica No genocidio – con la Global Sumud Flotilla
Tutte e tutti ancora in piazza
CON IL POPOLO PALESTINESE E LA SUA RESISTENZA
SOSTIENI LA SOLIDARIETA’! SOSTIENI IL SUMUD E LA RESISTENZA DEL POPOLO PALESTINESE ALL’OCCUPAZIONE COLONIALE SIONISTA CONTRO LA DEPORTAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE
CONTRO LA PULIZIA ETNICA
CONTRO IL GENOCIDIO PALESTINESESOSTIENI LA GLOBAL SUMUD FLOTILLA!
Al Mukawama! Resistenza!
DOMENICA 7 SETTEMBRE
ORE 16:15 BOICOTTIAMO MCDONALD’S – PRESIDIO DAVANTI AL MCDONALD’S DI VIA DANTE, ANG. LARGO CAIROLI (M1)
ORE 17 PRESIDIO IN LARGO CAIROLI (MM1) -CONTRO IL GENOCIDIO A SOSTEGNO DELLA GLOBAL SUMUD FLOTILLA – Organizzato dall’ Associazione Palestinesi in Italia e Associazione Donne Palestinesi

Mentre l’autoproclamato “stato ebraico” macella con bombe e fame il popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania e seminando impunemente stragi per tutto il Medio Oriente, la solidarietà di chi ha scelto di stare dalla parte giusta della storia si è organizzata con la Global Sumud Flottilla con un segnale di fortissima vitalità . Circa 50 imbarcazioni stanno salpando da diversi porti del Mediterraneo per portare concretamente SOLIDARIETA’, cibo e cure al popolo di Gaza fino ad ora sopravvissuto alla morsa della strategia genocidaria dell’entità coloniale sionista Israele. Questa azione concreta di solidarietà nasce dal grande respiro del plurale e composito movimento internazionale di solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza manifestatosi interrottamente dal 7 ottobre 2023 con cortei, presidi, flash mob mediatici, azioni concrete di boicottaggio davanti alla catene commerciali complici del genocidio, il blocco dei porti e degli aeroporti e in diversi hub della logistica con il rifiuto dei lavoratori e delle lavoratrici di caricare o scaricare materiale bellico e non solo diretto verso il piccolo stato canaglia razzista Israele.
In questa settimana la Milano palestinese si schiererà a fianco delle centinaia di donne e uomini di 44 diversi paesi del mondo in partenza per Gaza con l’impegno di difenderli con la massima visibilità possibile dalle certe provocazioni o aggressioni degli assassini dello stato suprematista ebraico.
La parola d’ordine da praticare è l’isolamento politico oltre che commerciale, è accerchiamento, è boicottaggio, è il colpire gli interessi sionisti, è il massimo sostegno alla legittimità della Resistenza, è aumentare l’impegno nella lotta quotidiana contro la soverchiante propaganda ideologica filo sionista.

anche quando combatte per la sua liberazione?
Ma spostiamo più in alto l’asticella della solidarietà e dell’empatia
Il primo passo è il riconoscere il diritto all’ Autodeterminazione del popolo palestinese e quindi amplificare la sua voce contro un racconto quotidiano costruito sempre e solo in base al punto di vista dell’entità sionista Israele. Ai palestinesi non viene mai riconosciuto un ruolo in quanto tale, con una propria storia, una propria cultura. E’ vietato, con il tacito assenso dei liberal democratici di tutto il mondo, il riconoscimento delle libere elezioni democratiche in Palestina perché il risultato non “piaceva” e non era nei piani del governo sionista di Ehud Olmert il braccio destro del criminale nazista Ariel Sharon responsabile del massacro di Sabra e Shatila. Al massimo, ai palestinesi, è concesso paternalisticamente solo il ruolo di povere vittime civili perché ovviamente chi combatte e resiste deve essere annientato in base ad una definizione criminalizzante di…terrorista, islamista, ecc…quello che metteva i bambini nel forno a microonde il 7 ottobre…puntando a colpire e pescare nel retroterra sub-culturale del peggio del repertorio razzista islamofobico e arabofobico della destra oggi al governo (e non solo)…l’uomo nero, il violentatore ecc… il diverso. Addirittura un ex direttore di Repubblica può, in televisione, bellamente dichiarare con noncuranza che Hamas, il movimento di resistenza islamica che ha notoriamente combattuto con le armi il tentativo di infiltrazione di Al Qaida e Isis nei campi profughi palestinesi, vorrebbe l’instaurazione di un califfato islamista in Palestina; senza che nessuno lo tacitasse ricoprendolo di insulti perché Israele non si tocca e si può quindi anche esagerare e dire qualsiasi cazzata purché difenda il piccolo stato bastardo nella sua opera quotidiana di macellazione di vite umane. Ed infatti è tutta solo propaganda. La maledetta Hasbara, la macchina di propaganda sionista.
IL DIRITTO ALLA DIFESA COME ARMA GENOCIDARIA
Aggiungono un mattoncino di bugie e falsità tutti i giorni fino a costruire un muro di ignoranza a difesa del progetto sionista di pulizia etnica e genocidio. Il sottofondo è naturalmente l’impunità garantitagli dall’occidente imperialista a tal punto che è diventato “normale” bombardare e uccidere dei ministri del governo yemenita, assassinare con attentati terroristici i dirigenti del maggior partito di governo palestinese come Ismail Hanyeh bollato come terrorista, mentre trattava per un accordo, incarcerare e mantenere reclusi in condizioni disumane più di 10.600 donne e uomini e anche bambini palestinesi e poi torturarli e violentarli fino a farne morire 77 (ad oggi) , rubare pezzi importanti di territorio libanese e siriano… per difendersi. E’ anzi notizia di questi giorni che verranno ritirate le truppe dell’Unifil dal Libano per permettere impunemente l’annessione di nuovi territori. Per “difendersi è concessa l’impunità nell’azzittire con l’assassinio uomini e donne della cultura laica palestinese in tutto il mondo con bombe e attentati terroristici come nel caso del grande poeta Khassan Ganafani o mantenere anni in “detenzione amministrativa” la compagna Khalida Jarrar dirigente del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina. Ma il loro “diritto alla difesa” include lo schernire e vilipendere i corpi uomini della resistenza come Yaya Sinwar e in questi giorni Abu Ubaida assassinati e diventati martiri della Resistenza per tutto il popolo palestinese. E’ ormai “normale” minacciare e bollare con l’accusa infamante di antisemitismo chiunque metta in discussione il sionismo e il regime colonialista ebraico, ONU inclusa. Ma va tutto bene per i criminali e i loro complici. La lista degli esempi della “normale disumanità ” dei loro abusi e crimini è lunghissima come interminabile e agghiacciante è la lista dei bambini e bambine palestinesi a cui è stato tolto definitivamente il diritto ai sogni e alla stessa vita.

Una narrazione e un punto di vista in base al quale tutto è permesso perché lo “stato ebraico” è fatto di persone come noi e noi non faremmo mai quegli abomini se non fossimo giustificati dal “diritto alla difesa” … Chissà se un possibile prossimo attacco alla Global Sumud Flotilla sarà giustificato come “diritto alla difesa”. Bisogna demolire il mito, la suggestione oscena di un popolo perseguitato costretto a difendersi. La storia ci ha insegnato che invece esiste un popolo che ha prima accolto con premura e solidarietà umana gli ebrei che sfuggivano al razzismo occidentale ma poi è stato schiacciato, offeso e sottomesso, derubato e occupato da un colonialismo di insediamento, e questo è il popolo palestinese. Non ci sono altre verità . Il resto è solo menzogna.

Il popolo palestinese sta dando al mondo una lezione di dignità e di orgoglio anche solo sopravvivendo al macello e alla disumanità sionista e dell’imperialismo occidentale. La Palestina con il suo SUMUD che è determinazione, fermezza, perseveranza, sofferenza, resistenza è diventato il piccolo grande muro anticolonialista che tutto l’imperialismo occidentale ha scommesso di annientare trasformandola in un parco giochi dove investire miliardi dopo la deportazione, la pulizia etnica e il genocidio. E tutte e tutti noi stiamo con il popolo palestinese e con la sua Resistenza perché questo muro resista fino a trasformarsi, con l’impegno di tutte e tutti noi, in un’ondata di solidarietà e uguaglianza che invada l’occidente capitalista per strapparne le radici.
Ma proviamo allora a guardare gli effetti del dominio imperialista, qualunque sia la sua bandiera, e i suoi disvalori di classismo, ipocrisia e violenza, sfruttamento consumistico di donne uomini e dell’intero pianeta e i suoi effetti sulla vita materiale e la negazione dei bisogni con gli occhi di una donna o di un uomo del sud globale.
Un sud globale di cui facciamo parte
* Noi minatori che ci ammaliamo e moriamo nelle miniere di tutto il sud-America, dall’inferno di Potosì in Bolivia descritto da Salgado, alle disumane miniere di carbone della Mongolia in Cina, o in Siberia, o noi pescatori delle coste africane ridotti alla fame dalla strapotenza delle flotte da pesca europee e giapponesi.
* Noi lavoratori nord africani che lavoriamo e ci ammaliamo nell’estrazione dei fosfati, l’oro giallo del Marocco indispensabile per la ricchezza dell’occidente.
* Noi contadini e pescatori a cui viene strappato il diritto alla vita sulla foce del fiume Niger avvelenato dall’inquinamento del petrolio estratto dalle multinazionali occidentali.
* Noi moderni schiavi addetti allo “shipbreaking”, lo smontaggio di mega-navi in condizioni disumane in Indonesia, Malesia o Bangladesh.
* Noi piccoli contadini statunitensi strozzati dalle coltivazioni intensive e industriali dei gruppi monopolistici e insieme noi donne e uomini , proletari e proletarie cinesi che lavoriamo nelle stive delle navi in cui si producono le merci “just in time” per esaudire le richieste del commercio on-line che spacciano per progresso invece che compulsione consumistica.
* Noi operaie e operai della logistica che carichiamo, trasportiamo, muoviamo le merci che producono miliardi di profitto, costretti a stipendi da fame con il ricatto di essere considerati “illegali” da leggi scientamente razziste.
* Noi contadini stagionali in fuga da guerre e fame ancora più sfruttati perchè “irregolari”, perchè considerati “clandestini”.
* Noi proletarie e proletari del sud globale costretti ad emigrare nella speranza di sfuggire a fame e guerre che l’occidente ha scatenato sull anostra terra.
* Noi che combattiamo e moriamo per guerre non nostre in ogni angolo nel mondo.
* Noi che facciamo accumulare profitto per la classe al potere e “valiamo” per quanto produciamo e consumiamo, qualunque siano i mezzi di produzione da cui dipenda la nostra precaria sopravvivenza, dalla linea di montaggio o dalla pressa in fabbrica, dalla vanga nei campi, dalle cucine dei ristoranti, dalle biciclette da rider o dal computer in ufficio.
Un sud globale che senza andare troppo lontano comprende anche noi, classe lavoratrice sfruttata nel cuore della produzione della ricchezza occidentale, noi abitanti delle periferie delle metropoli imperialiste, noi operaie e operai delle grandi fabbriche occidentali fordiste azzerate e rese inutili dalla sovrapproduzione, demolite dal “dio mercato” inondato da merci prodotte da operaie e operai più sfruttati di noi in altri paesi del mondo globalizzato.
Noi tutte e tutti sorelle e fratelli della stessa classe in ogni angolo del mondo. E tocca a questo “noi” rompere con chi succhia profitto, combattere imperialismo e sionismo e la classe al potere che indirizza le masse verso sfruttamento e povertà in questa corsa verso la guerra globale. E’ dovere di questo “noi”, noi classe sfruttata nei paesi a capitalismo avanzato lottare a fianco di quella donna e di quell’uomo più sfruttati del sud globale, perché gli interessi sono gli stessi. Perché siamo dalla stessa parte della storia, dalla stessa da parte della barricata di classe. Dalla stessa parte in uno scontro tra interessi oggettivamente incompatibili.
PER QUESTO LA PALESTINA E’ ANCORA UNA VOLTA QUI E ORA!
Per questo vanno tenute insieme solidarietà e lotta antimperialista a fianco degli sfruttati e delle sfruttate in ogni angolo del pianeta. Per questo è importante come messaggio di solidarietà internazionale che la Global Sumud Flottilla arrivi a Gaza e la sua difesa migliore è che chiunque si senta parte di questo progetto di solidarietà !
PER UN MONDO DI LIBERE/I E DI UGUALI – PALESTINA LIBERA
- FERMIAMO LA DEPORTAZIONE, LA PULIZIA ETNICA E IL GENOCIDIO DELLA POPOLAZIONE DI GAZA
- FERMIAMO L’AGGRESSIONE E IL FURTO DI TERRA E DI VITA IN CISGIORDANIA
- ENTRINO SUBITO LE MIGLIAIA DI CAMION UMANITARI BLOCCATI ALLE FRONTIERE DAI NAZISIONISTI
- SI RITIRINO ORA E SUBITO I MACELLAI IN DIVISA DELL’ IDF
- SCAMBIO DI TUTTE E TUTTI I PRIGIONIERI
- PER IL DIRITTO ALL’ESISTENZA
- PER IL DIRITTO ALLA RESISTENZA
- PER IL DIRITTO AL RITORNO DEI PROFUGHI
- PER IL DIRITTO ALL’AUTODETERMINAZIONE DEL POPOLO PALESTINESE
ONORE AI COMBATTENTI MARTIRI DELLA RESISTENZA!
Con la Palestina nel cuore!
Resistenza è coerenza : questo 19 settembre si terrà al tribunale dell’Aquila l’udienza del processo dei compagni Anan, Ali e Mansour colpevoli di aver combattuto come partigiani e resistenti nella lotta di liberazione del popolo palestinese. Voglio criminalizzare la Resistenza che è invece legittima pratica di autodifesa dall’occupazione coloniale sionista.
Chi potesse è invitato alla partecipazione. La prossima settimana ne scriveremo più approfonditamente.
Lettera ai figli di Ernesto Che Guevara……….se un giorno dovrete leggere questa lettera, è perché non sarò più tra voi. Quasi non vi ricorderete di me e i più piccolini non mi ricorderanno affatto.
Vostro padre è stato un uomo che agisce come pensa ed è certamente stato fedele alle sue convinzioni.
Crescete come buoni rivoluzionari. Studiate molto per poter dominare la tecnica che permette di dominare la natura.
Ricordatevi che l’importante è la rivoluzione e che ognuno di noi, da solo, non vale niente.
Soprattutto siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi ogni ingiustizia commessa contro chiunque in qualsiasi parte del mondo: è la qualità più bella di un rivoluzionario. ……




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