15 novembre CORTEO A MILANO. Basta genocidio. Per il diritto all’Autodeterminazione del popolo palestinese!
In cammino verso lo sciopero generale del 28 novembre e della giornata nazionale di mobilitazione articolata nei 2 cortei di Roma e Milano.
Per adesioni al corteo di Milano invia mail a manifestazionepalestina29novembre@gmail.com
Il corteo del 15 novembre partirà dal quartiere popolare di Affori perché è nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, nelle periferie del mondo che si deve organizzare la resistenza e la lotta contro lo strapotere dell’imperialismo e del sionismo.
GAZA E CISGIORDANIA. IL GENOCIDIO CONTINUA IN SILENZIO CON LA “PACE IMPERIALISTA”
Continua ad affermarsi senza interruzione il progetto genocidario di sterminio del popolo palestinese con la solita intollerabile arroganza e garanzia di impunità per il governo nazi-sionista dello stato ebraico. All’oggi arriva a 171 il numero medio di camion fatti entrare a Gaza ogni giorno dall’inizio della tregua. Ben pochi in relazione ai 600 al giorno stabiliti nel protocollo del “cessate il fuoco”. La cruda fotografia della situazione in Cisgiordania fatta da Al-Jaazera ci racconta di 1065 palestinesi assassinati, da ottobre 2023, da esercito e coloni, di quasi 10.000 palestinesi, donne, uomini bambine e bambini feriti da copi d’arma da fuoco, coltellate, bastonate, di oltre 20.000 palestinesi, tra cui 1600 bambin@, fermati e sequestrati durante le operazioni di rastrellamento nazi-sionista. I campi profughi di Jenin e Nablus sono stati rasi al suolo provocando il disperato e disumano esodo forzato di oltre 40.000 palestinesi profughi in costante movimento in cerca di rifugio. Ormai la Cisgiordania è un insieme di tante piccole Gaza come continuazione del progetto coloniale di pulizia etnica del suprematismo sionista ebraico senza più alcuna copertura mediatica perchè ci raccontano che sia scoppiata la pace in Palestina e la freedom Flotilla sia ormai acqua passata ……
@ Il corteo del 15 novembre partirà dal quartiere popolare di Affori perchè è nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro, nelle periferie del mondo che si deve organizzare la resistenza e la lotta contro lo strapotere dell’imperialismo e del sionismo. Lavoratrici e lavoratori, studenti e studentesse, disoccupat@, precari e precarie a vita capiscono sulla loro pelle che la corsa verso la guerra, la finanziaria dell’austerità e della guerra, genocidio e riarmo siano parte di un’unica guerra contro il sud del mondo e direttamente contro i loro interessi di classe.La bestia imperialista statunitense, in lotta per l’egemonia economica politica e militare sull’intero pianeta contro l’emergente blocco asiatico e non solo, minaccia altri paesi di guerra, crea le condizioni per un arricchimento USA a scapito delle condizioni del resto del pianeta, impone dazi che strangolano le loro economie aggredendo le condizioni e la qualità della vita, distruggendo il welfare e abbassando il valore reale dei salari. La bestia a stelle e strisce non riconosce la crisi ambientale contribuendo a spingerla ormai sull’orlo dell’irreversibilità. La fame di profitto imperialista diventa il discrimine rispetto al quale schierarsi con determinazione perchè tocca tutte e tutti noi e incide concretamente sulle nostre vite. Più localmente i diversi nazionalismi e sovranismi vogliono “disciplinare” e irreggimentare le società con un’evidente accelerazione dei processi di trasformazione esplicitamente autoritaria delle istituzioni. Lo stesso governo, storicamente e sempre più esplicitamente comitato di affari delle classi al potere, sta prendendo la forma di un braccio armato del comando imperialista contro la classe lavoratrice e i ceti popolari. Il disegno è quello di silenziare o azzerare con la repressione una possibile opposizione e assoggettare ideologicamente l’intero paese per una subordinazione assoluta ad una economia di guerra e alla “normalità” di una continua “guerra mondiale a pezzi” per l’egemonia su risorse e mercati in attesa di una qualsiasi miccia che faccia deflagrare la prossima e definitiva guerra mondiale.@ Il governo Meloni servo arrogante dell’imperialismo USA si fa garante di questo processo di trasformazione dell’economia italiana in economia di guerra con un finanziamento esponenziale al comparto industriale bellico e con l’acquisto di miliardi di armi impostogli dall’ “amico Trump”. Il risultato è già il taglio del finanziamento al welfare, alla sanità, all’istruzione, all’edilizia popolare e aumentano a dismisura le famiglie con un bassissimo o senza alcun reddito. Il risultato è l’austerità ben evidente come manifesto politico della finanziaria targata Meloni Salvini Tajani.
Questa è la direzione tracciata verso un’economia di guerra. Meno investimenti in spese sociali e sempre più investimenti in fabbriche d’armi per la guerra, per la valorizzazione dei capitali accumulati e sistemi di controllo interno per evitare e reprimere la nascita di movimenti di opposizione.@
Coniugare l’opposizione ai piani di guerra dell’imperialismo, al riarmo, alla finanziaria di austerità di guerra all’orrore del genocidio palestinese, con la quotidianità della precarietà della vita e del lavoro, dello sfruttamento, della repressione deve essere obiettivo di tutte e tutti. Allargare e generalizzare la lotta, unità e solidarietà sono le nostre armi.
CONTRO IMPERIALISMO E SIONISMO – CONTRO IL GOVERNO MELONI SERVO U.S.A. E GOVERNO DEI PADRONI
La Palestina deve essere cancellata come identità e come popolo perché disturba questo piano di espansionismo imperialista rappresentato dall’ entità coloniale sionista chiamata israele.
Le 2 giornate di mobilitazione nazionale con lo SCIOPERO GENERALE DEL 28 e la GIORNATA DI MOBILITAZIONE NAZIONALE CON 2 CORTEI A ROMA E MILANO DEL 29 NOVEMBRE rappresentano un momento importante in cui far confluire la nostra risposta politica di massa a questa barbarie.
CONTRO GUERRA, RIARMO, GENOCIDIO PALESTINESE, PRECARIETA’ E SFRUTTAMENTO DI CLASSE

21 novembre all’Aquila
LA RESISTENZA NON SI PROCESSA!




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