20 dicembre -NO alla CRIMINALIZZAZIONE DELLA SOLIDARIETA’ – No ai DDL Gasparri Delrio
L’ ANTISIONISMO E’ PORTATORE DEGLI ALTI VALORI DI ANTIFASCISMO, ANTICOLONIALISMO, ANTIMPERIALISMO
L’ANTISEMITISMO E’ SCHIFOSO RAZZISMO E’ ISLAMOFOBIA E’ SUBCULTURA NAZIFASCISTA.
NO ai DDL Gasparri/Delrio!
Sabato 20 dicembre ore 16 Piazza San Babila
con la solita rabbia e il solito cuore che batte per la Palestina con musica, slogan, interventi, striscioni di controinformazione e tante bandiere.
Ancora in piazza perché il genocidio continua e per sostenere il diritto all’ Autodeterminazione del popolo palestinese nella direzione indicata dalla sua resistenza!
@ È arrivato il momento della vendetta: in molti del governo, ma anche nell’opposizione, stanno correndo ai ripari per tentare di far uscire dall’isolamento l’entità coloniale sionista Israele nel suo ruolo di carnefice del popolo palestinese, provando a equiparare l’antisemitismo all’antisionismo per poter perseguire e reprimere quest’ultimo per legge. Finita l’ondata emozionale per la Sumud freedom Flotilla sono rientrate le grandi mobilitazioni di massa e il nemico sionista con i suoi complici sta scatenando una campagna di criminalizzazione per ripulire la faccia al progetto sionista di pulizia etnica e di genocidio del popolo palestinese. L’obiettivo è chiudere la bocca, silenziare, imbavagliare e reprimere la solidarietà con il popolo palestinese e la sua Resistenza che oggi indicano e rivendicano il loro diritto a un libero processo di Autodeterminazione senza ingerenze e al netto delle canaglie complici come Abu Mazen, fresco di abbracci con la Meloni ad Atreju, e la sua banda collaborazionista corrotta dell’ANP (Autorità nazionale Palestinese) a libro paga degli Usa e dell’occupazione sionista.
@ Troviamo persino strano e non attinente all’obiettività storica dover spiegare come non ci sia neanche lontanamente alcuna possibilità di assimilazione ed equiparazione tra l’antisemitismo, sulle cui profonde radici in tracceremo più avanti qualche cenno storico e l’antisionismo. Crediamo sia un’offesa infamante alla storia dell’umanità, paragonare la potenza evocativa della lotta di liberazione di un popolo dalle catene del colonialismo segregazionista sionista cantata dalle decine di poeti e scrittori palestinesi e non solo, e il buio dell’arroccamento sulla propria presunta identità, e le radici di paura e di odio “razziale” e religioso che fanno germogliare l’abiezione dell’antisemitismo.
@ E’ inutile girarci intorno, l’antigiudaismo è un torrente carsico che scorreva (scorreva?) potente all’interno del vasto fiume della religione cattolica. La teologia ufficiale cattolica fino alla metà degli anni ’50 del secolo scorso era fortemente caratterizzata dall’odioso pregiudizio antigiudaico (per l’assassinio di Cristo) che, nel tempo, trovò una forma simbiotica di rapporto con l’antisemitismo fondato su presunte differenze “razziali” rappresentate come caricaturali con il nazismo (gli ebrei rappresentati tutti come usurai ecc.…) A fine ‘800 l’Osservatore Romano analizzava l’”affaire Dreyfus” «Usciti dai ghetti, gli ebrei sono entrati dovunque […]. Bisogna rinchiuderli nei Ghetti, perché restino nelle loro sinagoghe e non penetrino nelle nostre chiese e nelle nostre istituzioni» e ancora l’OsservatoreCattolico «Se l’antisemitismo dovesse avere come effetto di ottenere una legislazione severa ed equanime che impedisca all’ebreo vampiro di pesare come un macigno sullo stomaco del popolo, cesserebbe la guerra all’ebreo» … E poi c’è l’apoteosi antisemitica e oscurantista della Chiesa Cattolica che con la Rivoluzione russa del 1917 si trovò davanti manifestamente gli obiettivi della sua crociata “esistenziale”: ebraismo e comunismo. Ma di questa storia pregressa non si deve parlare perché il pedigree del Vaticano deve rimanere immacolato davanti alla lucidità della critica storica.
L’antisemitismo è una delle fondamenta e delle armi “ideologiche” razziste, insieme alla teoria della supremazia della “razza” bianca caratteristica dei regimi nazifascisti (e del regime dell’apartheid sudafricano combattuto da Nelson Mandela), che venne utilizzata per indicare e colpire un nemico interno e utile a compattare le masse allo sbando e in estrema povertà dopo la sconfitta della Prima guerra mondiale subita dalla Germania. Dal punto di vista delle esigenze della struttura economica l’antisemitismo fu il pretesto utilizzato dal grande capitale tedesco e dal governo del Terzo Reich per la deportazione di masse di lavoratori da incatenare senza salario alle industrie della ricostruzione post-bellica poi finalizzata alla preparazione della successiva Seconda guerra mondiale. L’antisemitismo è in sostanza la disumanizzazione della non omologazione al regime, la definizione della “razza” inferiore, utile per acquisire consenso soffiando sull’abiezione del pregiudizio e riversando odio nei confronti di minoranze religiose, politiche, culturali, malati psichici, diversamente abili o con orientamento sessuale diverso dall’omologazione dell’appartenenza fondata sul “sangue” e del dogma dio-patria-famiglia.

@ Lo stesso dio-patria-famiglia, declamato in ogni sua perversa ramificazione, oggi fondamento e patrimonio genetico della destra mondiale a partire da Fratelli d’Italia che rivendica la sua stretta parentela “ideologica” con il ventennio fascista. In Italia la discriminazione antisemita divenne ufficiale con la pubblicazione nel 1938 del giornalaccio fascista “La difesa della Razza” diretto da Giorgio Almirante (responsabile, inoltre, del manifesto di condanna a morte per ogni soldato che si fosse rifiutato di aderire alla Repubblica Sociale Italiana e ovviamente ogni partigiano) che promulgò le famigerate leggi razziali contro chi professava la religione ebraica. << Analizzando questa parte di storia come un processo in evoluzione emerge che già dal 1929, con la stipula dei “Patti lateranensi” tra il regime fascista e papa Pio XI, la strada della discriminazione fosse stata tracciata definendo la Chiesa cattolica come religione nazionale e indicando quindi una gerarchizzazione tra le confessioni religiose con religioni “minori” più o meno tollerate fino alla definitiva messa al bando della religione ebraica e la persecuzione dei suoi credenti. >>

La Fiamma Mussoliniana però non si spense nel dopoguerra e venne recuperata sempre dal criminale razzista fucilatore di partigiani Giorgio Almirante che fondò il MSI, Movimento Sociale Italiano. Lo stesso Almirante che Giorgia Meloni rivendica come padre politico di Fratelli d’Italia e che, in un anniversario della sua morte, esaltava affermando che ; “”Coraggio, coerenza, onestà. Sono questi i valori che Giorgio Almirante ci ha lasciato in eredità e che dobbiamo onorare ogni giorno”. ….
@ In questo momento potremmo però affermare che la migliore alleata dell’antisemitismo è l’entità coloniale sionista Israele. Sono tragici i danni prodotti alla religione ebraica dalla strumentale sovrapposizione tra il credo religioso ebraico e il sionismo israeliano. L’utilizzo politico strumentale di Netanyahu della strage antisemita di Sidney, compiuta da fondamentalisti dell’Isis evidentemente lontani anni luce dalla lotta di liberazione anticoloniale del popolo palestinese, è un modo esemplare per fuorviare il giudizio assimilando il terrorismo e il genocidio sionista alla religione ebraica. Ma ebraismo e sionismo non sono assolutamente la stessa cosa ma la loro assimilazione fa parte della precisa strategia sionista per un uso strumentale dell’orrore dell’ Olocausto. Identificare un credo religioso con uno Stato-nazione, fondato su un’ideologia suprematista ed edificato sul presupposto della colonizzazione violenta di una terra altrui da ottenere mediante una pulizia etnica e un genocidio, è il progetto di Netanyahu e della hasbara (la macchina della disinformazione sionista). Altro che “Stato Ebraico” infatti fondato da Netanyahu nel 2018. Sono migliaia gli ebrei della diaspora ebraica nel mondo che alzano la voce contro il progetto coloniale sionista, che gridano che essere ebrei non vuol dire essere sionisti, che la religione ebraica non può essere utilizzata come arma per rubare la stessa esistenza ad un altro popolo. Perché il sionismo (come il fascismo) non è un’idea ma un crimine e la sua realizzazione con la nascita dell’ entità sionista israele nel 1948 (la Nakba) è stata possibile con la pulizia etnica di oltre 700.000 palestinesi. Il racconto di un sionismo “buono” e di “sinistra” è solo un enorme ipocrisia servita a coprire la violenza pianificata e l’azzeramento del popolo palestinese come condizione primaria del sionismo.

@ ANTISIONISMO L’abbiamo descritto da ogni punto di vista ma ci torniamo ancora brevemente: l’antisionismo è la resistenza al sionismo come ideologia suprematista che guida e giustifica la colonizzazione ebraica nella forma particolare di colonialismo di insediamento. L’ antisionismo è la lotta contro il sionismo come strategia di una Grande Israele affermazione del disegno biblico di una “terra promessa” ad Abramo e alla sua discendenza. L’antisionismo è l’opposizione al sionismo in quanto declinazione suprematista del concetto ebraico di “popolo eletto”. Il sionismo è la motivazione “religiosa” utilizzata dal governo Netanyahu e ogni governo precedente dell’entità sionista fin dalla sua fondazione, per rubare terra e acqua al popolo palestinese. Il sionismo è nei fatti razzismo per come si è mostrato fin dalle rivolte anticoloniali arabe del 1936 che imponevano un salario più basso ai lavoratori palestinesi, è l’apartheid applicata violentemente con il doppio standard dell’amministrazione giudiziaria, è sopraffazione con il furto dell’acqua del fiume Giordano per irrigare i campi degli insediamenti coloniali, è l’arma ideologica per la disumanizzazione dell’avversario per rendere possibile il genocidio palestinese.
@ E oggi il genocidio sta continuando semplicemente facendo morire di stenti il popolo palestinese tenendo chiusi i valichi e rompendo continuamente la tregua. Ma l’obiettivo è proprio quello, nel silenzio dei media internazionali ottenuto dalla “pace” imperialista, il macellaio a capo dello “stato ebraico” prende tempo aspettando che i palestinesi muoiano un poco alla volta. Nei giorni scorsi sono morti a decine per il freddo e poi per la tempesta che ha spazzato tende e fatto crollare muri. Ma chi ha ucciso e sta continuando a uccidere è l’entità sionista israele che non permette l’ingresso di nuove tende e roulotte e cibo sufficiente e cure per tutte e tutti i palestinesi. Ormai il genocidio in diretta si è trasformato in genocidio di bassa intensità senza più suscitare indignazione di massa con buona pace di Mattarella ormai indispettito solo dai diktat trumpiani per l’Ucraina perché il popolo palestinese è la vittima sacrificale dell’italico legame con il sionismo. L’ebraismo sionista e l’islamismo dell’Isis sono facce diverse della stessa medaglia fondamentalista che trasforma le religioni in strumenti di potere temporale suprematista.
@ Ma la vendetta di cui parlavamo nella prima riga è ormai un pesante e grave pacchetto ideologico, repressivo e securitario interno e funzionale alla concezione di uno stato sempre più autoritario funzionale alla tendenza alla guerra e ormai declinato in molte versioni in numerosi paesi nel mondo. E’ molto preoccupante ma è una spinta ad intensificare il nostro lavoro di massa sul terreno dei bisogni e della lotta allo sfruttamento capitalista e alla precarietà come, in assenza di una risposta di classe, la crisi economica e la paura per un futuro di precarietà e di insicurezza stia consegnando settori di proletariato, di sotto proletariato e di masse popolari, al fumo identitario e razzista di una destra autoritaria e ancora impregnata di sub-cultura fascista come strumento del dominio di classe.

Le misure repressive contro la solidarietà al popolo\ palestinese e non solo sono diventate ormai un elenco troppo lungo da poter riportare : dal foglio di via da Milano comminato per decreto all’amico e fratello Mohammad Hannoun presidente dell’ Associazione dei palestinesi in Italia e ora, dopo i cortei, richiesto anche dai comuni di Sesto San Giovanni e Cinisello Balsamo, alla deportazione per la sua presa di posizione in solidarietà con il popolo palestinese dell’Imam di Torino Mohamed Shahin nel Cpr di Caltanissetta e sulla cui liberazione persino la presidentessa del consiglio Meloni ha dovuto mostrare la propria rabbia e il proprio pregiudizio islamofobo. Dal foglio di via per 2 anni da Brescia che ha arbitrariamente colpito il delegato Si Cobas Abbas per un picchetto del 12 dicembreche denunciava le condizioni di lavoro con la feroce aggravante dell’apertura di un procedimento per la revoca del permesso di soggiorno. Dalle 8 condanne a 2 anni e 2 mesi a militanti del Movimento Disoccupati 7 novembre per le lotte per il diritto ad un salario, all’esorbitante condanna a 4 anni e 8 mesi a Tarek il cui arresto arbitrario è un segnale fortissimo di razzismo di stato perché ha colpito un ragazzo tunisino, fotocopia delle storie di marginalità sociale nelle metropoli imperialiste, che ha compiuto un gesto di autolesionismo per fermare le cariche della polizia durante gli scontri del 5 ottobre, preso in mezzo tra manganellate e bandiere palestinesi. Dalle accuse di finalità terroristiche ad Ahmad Salem, ancora detenuto in carcere a Corigliano Rossano, per aver diffuso video di azioni della Resistenza palestinese riprodotti da numerosissime testate, fino ad arrivare al caso del processo farsa ad Anan, Ali e Mansour che andrà a sentenza il 19 dicembre al tribunale dell’Aquila con l’accusa di essere partigiani palestinesi ed aver preso parte ad azioni di resistenza in Cisgiordania contro l’esercito occupante per i quali sono stati chiesti dall’ accusa 12 anni per Anan, 9 per Ali e 7 per Mansour.
A tutti loro va la nostra massima solidarietà e il nostro abbraccio!
La resistenza non si processa fermiamo la repressione con la mobilitazione di massa.
L’antisionismo non è antisemitismo!
Fermiamo la criminalizzazione della solidarietà al popolo palestinese e alla sua Resistenza!
Contro il fascismo e l’autoritarismo in ogni sua forma come strumento del dominio di classe.
Per l’esistenza, la resistenza, il ritorno dei profughi del 1948 e del 1967, per la liberazione di ogni prigioniero/a politico/a palestinese
per il diritto all’ AUTODETERMINAZIONE del popolo palestinese.
Per una Palestina libera dal fiume al mare con Gerusalemme capitale!
Per una Palestina finalmente terra di pace e di convivenza senza più sionismo e apartheid!
Con la Palestina nel cuore!
Ricordiamo che è stata aperta la 5° raccolta di fondi per Gaza.
Ci sono molte raccolte fondi con enorme dignità ma c’è anche questa piccola che segnaliamo perchè ogni goccia possa diventare un rivolo che contribuisce a formare il mare della solidarietà.
Per informazioni guardare sul sito ricostruiamoasilovik.it sul quale viene riportata ogni donazione.



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