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4 APRILE CORTEO NO GUERRA,GENOCIDIO, APARTHEID E ORA PENA DI MORTE – Nel ricordo di Giannino Zibecchi assassinato dai carabinieri il 17 aprile 1975

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4 APRILE  – LA GUERRA CONTINUA – IL GENOCIDIO E L’APARTHEID CONTINUANO E ORA ANCHE LA PENA DI MORTE LEGALIZZATA PER I PALESTINESI

organizzato dall’ Associazione dei Palestinesi in Italia e dall’ Associazione donne Palestinesi

Brevissime note sull’attualità:

Il limite del capitalismo è il capitalismo stesso.

Continua la guerra e continuano a cadere bombe e razzi in tutta l’Asia occidentale. In Libano gli assassini dell’entità coloniale sionista Israele pianificano l’utilizzazione del modello Gaza mentre sull’ Iran cadono tonnellate di esplosivo. Ci affidiamo ai dati ufficiali forniti da Unicef che ci dicono che in Iran sono 216 i bambini e le bambine assassinate dalle bombe e 1.767 quelli feriti mentre per per il Libano sono 124 quelli uccisi/e e 413 quelli feriti/e dalle bombe o dal piombo dei macellai con la divisa dell’idf. Un’aggressione Usa/sionista che soffia sul fuoco delle contraddizioni e sulle lotte interne per l’egemonia tra gli stessi stati arabi del golfo e di tutta l’area, con il rischio dell’esplosione di quella polveriera  politico/energetica in cui convergono interessi dei diversi mperialismi o superpotenze su scala internazionale. I mercati finanziari (indifferenti alle stragi e all’ecocidio in corso) chiedono ora una risoluzione urgente della guerra per non trovarsi nelle sabbie mobili prodotte dalla commistione tra inflazione e stagnazione (stagflazione) causate dalla crisi nell’approvvigionamento e dall’impennata del prezzo delle risorse energetiche. Ma la narrazione mediatica maggioritaria, lanciando un messaggio di autoassoluzione per il sistema, addossa tutte le responsabilità della guerra (di aggressione a freddo non si deve parlare) unicamente a 2 criminali e ai loro entourage politici (le loro bande). Il primo è il sociopatico seduto sul suo trono nella Casa Bianca mentre l’altro pare sembrare solo un assassino a sangue freddo che uccide, uccide e ancora uccide solo per non finire in galera. Non è così. Non è possibile attribuire questa nuova guerra imperialista, con la variante del patto di ferro con i criminali sionisti, alle scelte individuali di due pazzi criminali. 

E’ la struttura dell’economia capitalista fondata sullo sfruttamento intensivo di risorse energetiche, della natura e di esseri umani che porta alla concorrenza per il loro predominio e, in fase di crisi, alla guerra. 

IL LIMITE DEL CAPITALISMO E’ IL CAPITALISMO STESSO che ora nella sua fase imperialista ha trasformato la concorrenza in guerra economica e, ormai da tempo, in guerra praticata con le armi fino alla possibile distruzione dell’intero pianeta. Dall’altra parte la variante sionista/colonialista continua, nel silenzio più assoluto dell’ occidente “democratico”, a praticare il genocidio palestinese a Gaza e la pulizia etnica in Cisgiordania. Continua lo stillicidio di uccisioni, di bombe sulle tende dei profughi, di omicidi mirati di giornalisti, della macellazione di vite umane per fame o malattie a Gaza e l’esproprio violento di terre palestinesi da parte dei coloni sostenuti ideologicamente dal suprematismo religioso sionista e più materialmente dalle armi dell’esercito dell’occupazione coloniale Idf.

Prima parlavamo di “autoassoluzione per il sistema” perché è questo un grandissimo pericolo che l’opposizione alla guerra nel suo complesso sta correndo. Le stesse enormi manifestazioni in tutto il mondo unificate dallo slogan  “NO KING” (re o regine pari sono) non possono e non devono essere indirizzate solo contro i governi di centro destra e la cultura fascistizzante che si espande anche sull’ Europa, come forma in sostanza di autoassoluzione per i governi cosiddetti “progressisti” precedenti perché la tendenza strutturale alla guerra, l’aggressione sionista, il colonialismo d’insediamento, la violenza d’occupazione coloniale, il disprezzo di ogni risoluzione che parlasse di diritti per il popolo palestinese  e il genocidio palestinese ancora in corso sono nati e sono progrediti con ogni governo “laburista” “democratico” o di centro sinistra precedente. 

Lo scontro inconciliabile è con la struttura del sistema, è con il dominio di classe e non solo con le forme di governo che esso assume.

Pena di morte per i palestinesi colpevoli di resistenza.

L’ultima notizia che arriva dall’entità coloniale sionista chiamata “stato ebraico” Israele è l’approvazione da parte della Knesset (il parlamento sionista) di una nuova legge voluta dall’assassino razzista responsabile della sicurezza nazionale Ben Gvir che rende obbligatoria la pena di morte (solo) per i palestinestinesi che contrastassero l’entità sionista con metodi “terroristici”. Una legge che non prevede la richiesta di grazia o il poter comminare pene minori ma esclusivamente la morte entro 90 giorni senza difesa legale da parte di un tribunale militare. Un nuovo atto di barbarie umana oltre che giuridica fondato sostanzialmente sull’arbitrarietà e sulle esigenze repressive dello “stato ebraico” e sull’apartheid per un amisura legislativa da applicare solo ed unicamente ai palestinesi. E va sempre, sempre sottolineato che ogni AZIONE DI RESISTENZA PALESTINESE è accaduta in passato, accadeoggi e accadrebbe in futuro su suolo palestinese occupato dall’entità coloniale sionista e quindi legittima in ogni sua forma e modalità. Ma invece l’occidente prende le distanze a parole dall’entità conoliale sionista israele senza mai procedere con una sanzione o la rottura di ogni tipo di rapporto e collaborazione economica, militare, culturale con l’entità sionista genocida e la barbarie continiua. per questo chiediamo a tutte e tutti di continuare a riempire le piazze contro la guerra, il genocidio palestinese, il governo Meloni, la sua fascistizzazione ideologica dello stato.

NESSUNA ASSOLUZIONE! 

SONO COLPEVOLI E COMPLICI DI GUERRA E GENOCIDIO!

Perché ci fermeremo con il corteo ad apporre una bandiera palestinese alla lapide di Giannino Zibecchi assassinato dai carabinieri nell’aprile 1975.

16 aprile 1975 Claudio Varalli assassinato dai fascisti – 17 APRILE 1975 Giannino assassinato dai carabinieri.

Sono passati 51 anni da quei giorni ma noi NON DIMENTICHIAMO.

Il 16 aprile 1975 il compagno Claudio Varalli veniva ucciso durante un’aggressione da un gruppo di fascisti con un colpo di pistola alla nuca. Il 17 aprile la Milano antifascista si trovò in piazza e in decine di migliaia sfilando verso la sede dell’ MSI per chiuderla definitivamente. Duranti gli scontri che seguirono una colonna di camion dei carabinieri con una  manovra a ventaglio spazzava Corso XX marzo investendo e uccidendo il compagno Giannino Zibecchi.

Non dimentichiamo Claudio e Giannino come non possiamo dimenticare gli anni della strategia della tensione incominciata con la bomba di Piazza Fontana nel 1969.

Non possiamo dimenticare la violenza di stato, i tentativi di colpo di stato, le bombe, le stragi volute dalla borghesia e dal padronato italiano utilizzando la manovalanza fascista per colpire, reprimere e fermare l’avanzare della classe operaia e le masse popolari che si ribellavano al dominio classista. Un assalto al cielo contro un sistema economico che metteva e mette anche ora al centro il profitto per  pochi e non i bisogni di milioni di donne e uomini, lavoratrici e lavoratori, proletarie e proletari in Italia e in tutto il mondo. In quegli anni abbiamo lasciato a terra nel loro sangue molti compagni e compagne. Tanti, troppi per poter mai dimenticare questa ferita inferta a tutte e tutti noi, al movimento di classe., a chi si ribellava in nome del diritto a una società senza classi e padroni. Come oggi ici ribelliamo a un sistema di potere che produce guerra e genocidio. Claudio e Giannino erano schierati con determinazione con il popolo palestinese nella sua lotta di ribellione con ogni mezzo necessario.

NOI NON DIMENTICHIAMO!

CLAUDIO E GIANNINNO sono ancora oggi a fianco del popolo palestinese e della sua Resistenza e noi con loro.

Adelante companeros hasta la victoria! Per una società fondata su uguaglianza e solidarietà!

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