16° sabato in piazza per la Palestina a Milano ATTENZIONE CORTEO SPOSTATO A DOMENICA 28 GENNAIO

Inviato da redazione il Mer, 24/01/2024 - 14:33
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27.01.2024 - 16° sabato in piazza per la Palestina a Milano  

Per fermare il GENOCIDIO e la PULIZIA ETNICA del popolo Palestinese.  Per il diritto all’esistenza, alla Resistenza e all’autodeterminazione. Per il ritorno dei profughi.

CORTEO CON CONCENTRAMENTO ORE 15,00 IN PIAZZA LORETO CON TERMINE ANFITEATRO DELLA MARTESANA

Sabato 27 gennaio la solidarietà con la Palestina sfilerà ancora per le strade e le piazze di Milano partecipando al corteo delle Associazioni e delle Comunità Palestinesi in solidarietà con il popolo Palestinese e la sua Resistenza.

Mentre le cosiddette “democrazie occidentali” chiedono all’assassino netanyahu solo più “moderazione” (….?), e la corte internazionale di giustizia mette sotto accusa israele per i crimini compiuti, continuano il GENOCIDIO  e la PULIZIA ETNICA del popolo Palestinese.              

Bombe su bombe sulla popolazione civile che, spinta dal terrore e dall’avanzata dei carri armati israeliani, è in fuga disperata sempre più verso il valico di Rafah a sud di Gaza, dove si stanno invece concentrando gli attacchi dell’esercito. In Cisgiordania, giorno dopo giorno, continuano i rastrellamenti con esecuzioni e arresti della popolazione civile. I reportage di media indipendenti come Pagine Esteri, riportano come l’esercito distrugga scientificamente le strade intorno agli ospedali per rallentare i soccorsi, distruggano le tubature dell’acqua potabile e i cavi elettrici per annientare la resistenza della popolazione civile e spingerla verso una nuova Nakba. 

Un piano sionista di sterminio genocida con la complicità dei governi del mondo alleati e complici di israele.

In tutto il mondo si stanno invece alzando le voci della solidarietà con il popolo Palestinese e la sua Resistenza. Grandi manifestazioni per il diritto alla vita del popolo Palestinese stanno attraversando ogni capitale europea nel silenzio assoluto dei media subordinati al potere. Siamo anche convinti che queste grandi mobilitazioni assumano un significato ancora più rilevante perché il blocco imperialista occidentale, u.s.a./nato/europa, è entrato direttamente in guerra con l’invio di navi nel mar Rosso in difesa del traffico commerciale navale dei paesi complici di israele. I bombardamenti statunitensi/britannici/israeliani in diversi paesi dello scacchiere medio-orientale e lo schieramento di navi da guerra in funzione belligerante e non solo più di deterrenza, sta contribuendo ad un escalation bellicista con la possibilità che il conflitto si generalizzi. Il governo meloni-salvini sgomita, d’altro canto, per un “posto al sole” e per assumersi un ruolo di maggiore rilevanza in questa corsa al militarismo guerrafondaio in continuità ideologica con le proprie radici ideologiche di destra reazionaria. Il cosiddetto mondo civile così sancisce la “normalità” di un genocidio senza che ci sia alcun diritto a rispondere.

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      Chiunque guardi la Palestina non può non comprendere come le immagini che                arrivano da Gaza e dalla Cisgiordania, spesso censurate dai media diventati                    megafoni della propaganda di governo e dell’alleato sionista, siano la              rappresentazione della crudeltà scientifica del suprematismo sionista.        

    Non troviamo più parole adatte che sarebbero in ogni caso insufficienti per               denunciare l'abominio in atto del terrorismo israeliano che nega e         contrasta il concetto stesso di umanità.

I corpi devastati dalle bombe o dalle mitragliatrici della forza occupante, non sono solo numeri, come continuiamo a ripetere, ma hanno nome e cognome, hanno una età, moltissime sono bambine e bambini e tutte e tutti avevano una vita. La disumanità della rappresentazione occidentale parla invece di danni collaterali per giustificare l’univoco diritto di difendersi di uno stato occupante. Di una potenza armata e finanziata dall’occidente che da oltre 75 anni vuole mostrarsi come civiltà, ma che di fatto è GENOCIDA.     Scientificamente GENOCIDA, ideologicamente GENOCIDA.

Perché negare ai Palestinesi terra, acqua, vita e la stessa idea di essere umani non ha altro scopo che il GENOCIDIO. Milioni di profughi, molte decine di migliaia di morti e centinaia di migliaia di feriti, migliaia di case distrutte, campi devastati, pescatori uccisi, contadini scacciati con la violenza dalle loro case e dalla loro terra. Dalla violenza colonialista. E tutto questo dura da 75 anni per la violenza sionista israeliana come per i 30 anni precedenti per l’occupazione coloniale inglese. La vita dei Palestinesi è, da decenni, senza valore e ciò ci ricorda l'indimenticabile tragedia ebraica come anche tutte le forme di discriminazione e apartheid vissute da innumerevoli voci e popoli del mondo che hanno subito il giogo della colonizzazione imperialista. 

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corteo in sudafrica

Non c'è equidistanza che tenga o che possa resistere all’obiettività dei dati storici. Non ci può essere condanna nei confronti dei popoli che lottano e si ribellano che anzi sosterremo con tutte le nostre forze. La loro Resistenza è la loro stessa sopravvivenza e il popolo Palestinese rappresenta la Resistenza di tutti i popoli all’imperialismo responsabile di crimini in ogni angolo del mondo. Il popolo Palestinese sta dimostrando che non accetterà MAI un’altra Nakba, un’altra diaspora, un’altra distruzione senza resistere, per la semplice ragione che la loro esistenza è già un atto di Resistenza e di ribellione al sionismo criminale di israele. E ora il ministro degli esteri Katz presenta un piano per la costruzione di un’isola artificiale dove deportare i Palestinesi di Gaza….

A costo di ripeterci, vogliamo ricordare a chi crede che tutto questo sia iniziato il 7 ottobre, le bombe assordanti e i fucili nelle moschee di Gerusalemme in faccia ai palestinesi, le squadracce di coloni che fanno eccidi in Cisgiordania da sempre, le tante operazioni di guerra come quella in atto o come Piombo Fuso, al migliaio di morti nel 2023 prima del 7 ottobre. E ricordiamo le stragi di Kafr al Qasim del 1956, di Tel Al Zaatar del 1976, di Sabra e Chatila del 1982 solo per dare il senso della continuità dell’orrore. E ancora i 750.000 coloni illegali (come se gli altri fossero legali), il controllo sull’acqua da cui dipende la vita intera di un popolo, il furto e il sequestro dei dazi sull’esportazione di quanto prodotto in Palestina, il muro della vergogna che divide famiglie e vite, il regime di apartheid in cui vivono i Palestinesi in Cisgiordania, la stessa Gaza che è un lager a cielo aperto ed è circondata da muri, recinzioni e carri armati, gli almeno 8000 uomini, donne, ragazze e ragazzi detenuti nelle carceri israeliane. Fascismo? Razzismo? Suprematismo? Nazismo? Disumanità?

E’ da tempo che lo scriviamo: il genocidio del popolo Palestinese ha segnato un punto di non ritorno, ha piegato il senso di umanità agli interessi dell’imperialismo e del sionismo.

Per questo non ci può essere alcuna ipocrita equidistanza. Siamo davanti ad un popolo oppresso e ad una violenta oppressione. E se l'oppresso resiste reagisce combatte e lotta lo fa anche in nome di tutti gli altri.

CONTRO IL SIONISMO E LA SUA VIOLENZA ORA E SEMPRE RESISTENZA!

Ma sabato 27 gennaio, mentre noi sfileremo per la Palestina, ricorre una               data piena di senso storico: la Giornata della Memoria che ricorda le vittime         dell’Olocausto. 

        La nostra memoria è anche quella del genocidio del popolo Palestinese

A 79 anni dal termine della Seconda guerra mondiale va sempre tenuta viva la memoria dei campi di concentramento e di sterminio nazisti. Quell’abisso di orrore che pare oggi razionalmente inconcepibile che è stato l’Olocausto. Mauthausen, Buchenwald, Dachau, Treblinka, Auschwitz-Birkenau, Ravensbrück, e anche Belzec e Sobibor che furono i primi campi di sterminio per la popolazione ebraica, e ancora Majdanek dove avvenne avvenne l’annientamento dei militari e della popolazione civile sovietica, e poi ancora Chelmno, Natzweiler-Struthof, Sachsenhausen, sono tra i campi di sterminio più conosciuti.

L’Olocausto, la Soluzione Finale della popolazione ebraica, iniziò immediatamente dopo la presa del potere di Adolf Hitler del 1933 continuando la pratica GENOCIDA senza interruzione fino alla fine della Seconda guerra mondiale.

La teorizzazione della superiorità della “razza ariana”, insieme all’antisemitismo, con radici purtroppo ben ancorate nel tempo, e al razzismo di stato, furono uno dei presupposti ideologici per l’impiego dei nuovi schiavi, una nuova massa di forza lavoro gratuita o sottopagata, necessaria ad un ciclo di accumulazione indispensabile per l’espansionismo del capitalismo tedesco e per sostenere i costi della vicina e auspicata (da Hitler) Seconda guerra mondiale.        

In estrema sintesi possiamo aggiungere che il popolo tedesco, una volta annientata con il sangue ogni opposizione delle classi lavoratrici al nuovo regime nazista, aderì in massa all’ideologia hitleriana per il richiamo all’orgoglio dell’identità nazionale come forma di rivincita per superare la sconfitta della Prima guerra mondiale.

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La Germania nazista, sulla base di questo criminale presupposto assassinò         brutalmente 6 milioni di ebrei insieme a partigiani, comunisti e         dissidenti politici, omosessuali, portatori di disagio psichico, testimoni di Geova, ogni   donna o uomo colpevole di atteggiamenti considerati devianti e i milioni di militari che venivano imprigionati man mano che l’onda nera nazista ricopriva l’intera Europa da est a ovest. Milioni e milioni di donne, uomini, bambine, e bambini assassinati con condizioni di vita disumane e intollerabili, con violenze e fucilazioni di massa e, infine, l’internamento nei campi di sterminio per finire nelle camere a gas e nei forni crematori.

        L’Olocausto è stato un crimine contro l’umanità intera, una tragedia         che non trova parole sufficienti per descriverla. Per l’efferatezza della         violenza, per il disinteresse della vita umana di una popolazione inerme, per la scientifica applicazione della violenza di stato fino all’applicazione della         Soluzione Finale contro il popolo ebraico e contro milioni di altri esseri         umani.

        Il nazismo tedesco e fascismo italiano sono state dittature sanguinarie, un         abisso di orrore che ha immolato sull’altare del proprio inesistente         “suprematismo razziale” e del colonialismo nazi-fascista, la vita di milioni di persone. Il numero dei morti della seconda guerra viene calcolato tra i 65 e i 70 milioni (di cui 23 milioni solo dell’Armata Rossa e dell’ Unione Sovietica) e, in    questa cifra, è compreso l’altissimo numero di vittime civili prodotti dai bombardamenti, spesso con il gas nervino, degli italiani “brava gente” in Eritrea, Somalia, in quella che oggi è la Libia, in Albania in Grecia a cui Mussolini prometteva di…spezzare le reni.

Il dato della collaborazione con il regime nazista e dei crimini coloniali fascisti non va mai sottovalutato né dimenticato per combattere il fenomeno   del revisionismo storico, già in vigore da anni, che fornisce strumentalmente una nuova narrazione del regime fascista italiano. Revisionismo storico che descrive il ventennio fascista come “una non- dittatura” invece colpevole di genocidio come il nazismo, oltre alla feroce repressione degli antifascisti e la stessa entrata in guerra.                              Un revisionismo storico attuato, persino prima della destra, dalla cosiddetta “sinistra istituzionale” che ha sempre sventolato la bandiera dell’antifascismo in funzione elettorale, come se l’antifascismo potesse ridursi ad una lapide a cui portare un fiore e non una lotta armata di popolo contro l’occupante nazista e una ribellione al regime sanguinario e antipopolare fascista. Lo stesso fascismo e le sue evoluzioni storiche post-fasciste in cui affonda profondamente le radici la sub-cultura punitiva, repressiva e autoritaria del governo meloni-salvini che si schiera infatti, come nel ventennio, con il potere economico in funzione antiproletaria.

        La nostra contrapposizione assoluta dal punto di vista politico,             culturale, etico al nazismo, al fascismo, al razzismo, al sessismo,           all’omofobia e all’antisemitismo è elemento fondante di una sinistra di  classe dal punto di vista del DNA valoriale.

A questi mostri generati dal capitalismo bisogna opporre un’aspirazione, una visione e un progetto di una società antagonista all’attuale che metta al centro l’essere umano e i suoi bisogni reali e non il profitto. Un profitto estorto con lo sfruttamento di classe che ha generato e genera tutt’ora mostri come l’imperialismo, il fascismo, il colonialismo, il sionismo, la discriminazione su base etnica, religiosa o sessuale.

        Uguaglianza e giustizia sociale, solidarietà di classe e internazionalista, per         una società di liberi e di uguali insieme ad odio profondo per ciò che è         ingiustizia e prevaricazione in qualsiasi forma si presenti.

Per questo siamo dalla parte del popolo Palestinese !

Per questo denunciamo il vergognoso utilizzo strumentale dell’Olocausto per giustificare la loro sporca guerra sionista.                  Un utilizzo miserabile per trasformare in antisemita chiunque si opponga allo sterminio sionista e osi criticare israele per il GENOCIDIO del popolo Palestinese.

        Contro il nazismo fascismo e sionismo! Contro il GENOCIDIO e la PULIZIA ETNICA del popolo Palestinese! Per una PACE GIUSTA! Per il diritto al ritorno dei profughi all’esistenza, alla Resistenza e all’autodeterminazione del popolo palestinese!