Inviato da redazione il Mar, 05/02/2019 - 15:37
Categoria
assemblea anticapitalista

Sabato 2 febbraio si è tenuta un'assemblea nazionale come ulteriore momento di confronto e allargamento di un percorso che porti alla costruzione di un fronte anticapitalista.

Dopo l'ultima assemblea nazionale del 23 settembre 2018, che ha dato a tutti la percezione chiara della necessità oggettiva di una prospettiva politica sempre più allargata e collettiva, questa assemblea ha provato a definire un percorso di scadenze unitarie. Ma, soprattutto, ha rappresentato un momento di allargamento (soprattutto a strutture del sud Italia) e un'assunzione di responsabilità collettiva condivisa della necessità di un intervento su tematiche più generali dialetticamente e oggettivamente legate alla contraddizione capitale/lavoro, sottolineato da tutte e tutti come elemento centrale dell'agenda politica e perno di ogni possibile trasformazione del modo di produzione capitalistico.

Da questo punto di vista riteniamo preziosi i diversi interventi che si sono alternati in rappresentanza di percorsi di lotta reali sul territorio nazionale. Tra questi segnaliamo No Tav e No Muos, che hanno coniugato le loro specifiche lotte territoriali da un punto di vista più generale: giustizia ambientale=giustizia sociale come elemento fondante per il primo; mentre la compagna intervenuta per il movimento No Muos, ha sottolineato come la critica antimperialista sia il naturale e indispensabile quadro di contesto dell'opposizione alle basi USA in Sicilia.

Molti sono stati gli interventi che hanno evidenziato l'importanza di un intervento più generale su questioni come ad esempio la difesa dell'ambiente da un punto di vista anticapitalista e l'importanza delle prossime mobilitazioni su questi temi e contro le grandi opere che saccheggiano i territori esclusivamente per il profitto.

L'elemento che però è stato certamente unificante, a partire dal primo intervento dopo la relazione di una compagna del Cuneo Rosso, è stata la denuncia dei tre livelli di sfruttamento che vivono le donne e in particolare le donne immigrate: sfruttamento dal punto di vista lavorativo, in casa nel ruolo di subalternità all'altro sesso e come immigrate.

Molti ed estremamente positivi sono infatti stati gli interventi di compagne di diversi collettivi femministi che hanno espresso il loro sostegno alle lavoratrici di Italpizza, sottolineando l'importanza di una mobilitazione cosciente sulle tematiche femministe in stretta correlazione ma non solo, evidenziandone la sua specificità, con le tematiche di classe.

L'intera assemblea ha approfondito inoltre i contenuti di una fondamentale e imprescindibile opposizione di classe al governo Lega/5stelle, delineando la pericolosità degli effetti dell'unione tra un partito chiaramente reazionario e xenofobo - che sta portando ad una progressiva fascistizzazione delle strutture dello stato nella nuove veste del populismo/protezionismo/sovranista, che qualche intervento ha definito "trumpismo" - e le rivendicazioni demagogicamente definite "sociali".

La risposta deve essere però costruita su un terreno di classe e cioè a partire dalle contraddizioni prodotte dalla crisi del modo di produzione capitalistico, con un'attenzione particolare agli obiettivi unificanti per una possibile ricomposizione sociale con gli altri settori di una classe scomposta, divisa e frazionata nei mille rivoli della produzione post fordista, alla crescente disoccupazione, all'inserimento di nuove tecnologie robotiche nei processi produttivi e al fenomeno inarrestabile dell'immigrazione.

L'assemblea, sulla base di queste riflessioni, ha deciso di sostenere e partecipare attivamente al corteo del 9 febbraio a Modena in solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Italpizza - alla giornata di sciopero dell'8 marzo contro lo sfruttamento di classe e patriarcale - al corteo nazionale a Roma del 23 marzo contro le grandi opere e in difesa dall'ambiente da un punto di vista di classe - e ha deciso di indire per il primo maggio una giornata di mobilitazione nazionale sulle tematiche prima definite da costruire nella maniera più larga nei diversi territori anche come denuncia e contrapposizione alla nuova ondata repressiva (guerra a bassa intensità) contro il lavoro, il movimento dei lavoratori della logistica, le realtà solidali, chi rivendica il diritto ad una abitazione, gli immigrati e chiunque costruisca con la pratica del conflitto un'opposizione reale a questa nuova destra al governo fino all’infame montatura contro il coordinatore nazionale del Sicobas con un processo che andrà a breve a sentenza.

Come compagni e compagne del Csa Vittoria sosteniamo questa prospettiva e le diverse proposte organizzative e di mobilitazione con l'auspicio che possano attraversare e sempre più allargarsi e generalizzarsi in ogni esperienza di conflitto.

Invitiamo tutte e tutti a farsi carico e partecipare a queste prossime mobilitazioni

SABATO 9 FEBBRAIO al corteo a Modena in solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della Ital pizza.

Alla giornata di SCIOPERO 8 MARZO contro lo sfruttamento di classe e patriarcale.

Al corteo nazionale a Roma del 23 MARZO contro le grandi opere e in difesa dall'ambiente da un punto di vista di classe.

Alla giornata di mobilitazione nazionale del prossimo

PRIMO MAGGIO ANTIMPERIALISTA e ANTICAPITALISTA nelle modalità ancora da definire collettivamente.

allego indizione Sicobas corteo Modena

Csa vittoria

www.csavittoria.org

Milano 5 febbraio 2019