1° MAGGIO 2023 LA LOTTA CONTINUA

Inviato da redazione il Gio, 27/04/2023 - 14:02
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Lunedì Primo Maggio corteo a Milano ore 15,00 Porta Ticinese per finire in Piazza Duomo

 

Il 1° maggio non abbiamo nulla da festeggiare!

Il primo maggio cade la ricorrenza della cosiddetta "festa dei lavoratori".

Crediamo che questa sia un'accezione del primo maggio addomesticata e comoda per i padroni dimenticando, oltretutto, che questa data nasce come ricordo della lotta e della strage di lavoratori a Chicago nel 1886.

Ma non vogliamo fare esercizio di memoria storica, vogliamo parlare dell’oggi, della nostra quotidianità.

E proprio pensando all'oggi che siamo convinti che non ci sia nulla da festeggiare.

Non vogliamo ora riaffrontare la nostra netta contrapposizione alla subcultura fascista, reazionaria, razzista, suprematista e omolesbotransfobica del governo Meloni-Salvini, in sostanza della sovrastruttura ideologica che lo guida di cui abbiamo già abbondantemente parlato, vogliamo ora fare una semplice fotografia della condizione di milioni di lavoratori e lavoratrici.

Il governo e gli alti dirigenti confindustriali si ritengono soddisfatti e ottimisti riguardo la situazione dell'economia italiana e del suo tasso di ripresa, ma questo rende ancora più evidente l'inconciliabilità degli interessi tra loro e l'insieme delle classi subalterne.

Più di 5,6 milioni di donne e uomini vivono sotto il livello di povertà mentre si arriva fino a 15 milioni dal punto di vista del rischio di esclusione sociale.

Il livello di precarietà aumenta a dismisura lasciando la vita di milioni di giovani in balia delle esigenze di profitto grazie alla contrattualistica, trattati come attrezzi" da lavoro da spremere quanto possibile. E proprio il primo maggio vuole essere, nelle intenzioni del Governo Meloni, la data più adeguata in cui approvare le misure di ritorno alla completa liberalizzazione dei contratti a tempo determinato e la sintesi dell'attacco al reddito di cittadinanza, scambiate con l'ennesimo taglio del cuneo fiscale. Misura questa che, nella sostanza, non produce che vantaggi fiscali per il padronato e pone le premesse, come candidamente dichiarato da Giorgetti, per la "moderazione salariale": cioè un ulteriore stretta su salari fermi al palo da decenni ed erosi dall'inflazione sempre più grave e incrementata dall'aumento dei tassi decisi dalla BCE).

Lo stato di disfacimento del welfare è sotto gli occhi di tutti come conseguenza di un investimento continuo nel privato a discapito della sanità pubblica. Le belle parole spese e le promesse di sostegno al mondo della sanità nel momento di maggior aggressione della pandemia si sono rivelate per quello che erano: mera retorica. La scuola, elemento primario per la formazione di una coscienza critica nei giovani, non è evidentemente un obiettivo primario per questo come per i precedenti governi in quanto, per il potere, è meglio avere a che fare con schiere di "consumatori" liberi solo di navigare in rete, piuttosto che prendere coscienza di un proprio ruolo all'interno dei rapporti di classe.

L'insieme di questi dati influisce  pesantemente sulla nostra quotidianità e sul nostro futuro in un quadro generale di guerra dove lo scontro Usa-Nato contro la Russia che si combatte in Ucraina, si sta tragicamente dirigendo a grandi passi verso un possibile scontro armato globale con il coinvolgimento della Cina nel suo ruolo di vero nemico degli interessi imperialistici statunitensi. Uno scontro tra potenze globali che non ha nulla a che fare con un futuro di pace e collaborazione tra i proletari e le proletarie di ogni paese.

Ma questo non potrà mai avverarsi fino a quando non rovesceremo il modo di produzione capitalistico che genera profitto per pochi e sfruttamento per la maggioranza della popolazione mondiale. Uno sfruttamento globale sul pianeta che distrugge interi territori con i loro ecosistemi avvicinandoci sempre di più ad una devastazione dell'equilibrio ecologico dell'intero pianeta senza più possibilità di recupero.

 

Per una trasformazione rivoluzionaria della società

e per la solidarietà internazionalista!

Basta guerra imperialista!

Basta sfruttamento di classe!

Basta precarietà!

Per una società che metta al centro i bisogni di donne e uomini

e non il profitto per la classe al potere!

Per una società di liberi e di uguali senza più classi e padroni!

 

Csa Vittoria

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