Claudio e Giannino

Perché il “non dimenticare” non sia valore oggettivo in sè, ma memoria dell’incompatibilità del conflitto di classe. redazione Mer, 15/04/2015 - 16:29
Nella società dei consumi e dell’ immagine tutto diventa “evento” senza contenuti ne approfondimento alcuno. Il bombardamento di informazioni fa si che tutto sia simile, che tutto appaia appiattito senza importanza ne spessore, un annichilimento delle coscienze in un sovrapporsi di eventi che si susseguono senza discontinuità. Purtroppo, ogni tanto, ci sembra di vedere che anche a “sinistra”, molte cose si mastichino e si digeriscano senza che rimanga e sedimenti nulla di preciso. Gli “eventi” passano e si consumano come un oggetto qualsiasi e persino il ricordo traumatico e doloroso di compagni ammazzati pare non diventare memoria storica e rabbia inesauribile ma pura memorialistica o quasi tristemente anedottica personale. Quasi un “evento” tra gli altri.
Aprile 1975 – Aprile 2010 Noi non dimentichiamo ! redazione Gio, 15/04/2010 - 22:06

 

Aprile 1975 – Aprile 2010 Noi non dimentichiamo! redazione Gio, 08/04/2010 - 22:13
975 fu un anno molto particolare. Si andava affermando in maniera sempre più eclatante una pesante crisi strutturale del modo di produzione capitalistico; era già da tempo finito, infatti, il boom economico quando la fase di ricostruzione post bellica e la forte accelerazione di un processo di industrializzazione, basato su un economia di scala, avevano permesso una fortissima accumulazione di profitti per una rinata borghesia nazionale. Questa nuova accumulazione di profitti aveva permesso, all’insegna delle teorie keynesiane, un intervento statale sempre più massiccio e una redistribuzione progressiva del reddito per una forte spinta ai consumi interni, ma era anche servita ad imporre, a un paese che usciva devastato dalla guerra e dal ventennio fascista, una sorta di patto sociale che prometteva la diffusione di maggior benessere, con l’allargamento del numero dei salariati in cambio di livelli di sfruttamento e profitti sempre maggiori.