Sabato 6 giugno tutti in piazza! Facciamo pagare la crisi ai padroni! redazione Ven, 05/06/2020 - 00:12
Sabato 6 giugno ore 16 in via Larga angolo via Pantano - vicino Assolombarda - Giornata nazionale di mobilitazione indetta dal Patto d'Azione per un fronte anticapitalista con la partecipazione di numerose organizzazioni sindacali politiche e sociali. FACCIAMO PAGARE LA CRISI AI PADRONI !

Sabato 6 giugno tutti in piazza! Facciamo pagare la crisi ai padroni!

Inviato da redazione il Ven, 05/06/2020 - 00:30

Sabato 6 giugno ore 16 in via Larga angolo via Pantano - vicino Assolombarda - Giornata nazionale di mobilitazione indetta dal Patto d'Azione per un fronte anticapitalista con la partecipazione di numerose organizzazioni sindacali politiche e sociali.

FACCIAMO PAGARE LA CRISI AI PADRONI !

6 GIUGNO IN PIAZZA IN TUTTA ITALIA: FACCIAMO PAGARE LA CRISI AI PADRONI! redazione Sab, 30/05/2020 - 14:54

 

Appello del Patto d'azione per un fronte anticapitalista

FACCIAMO PAGARE LA CRISI AI PADRONI!

L’emergenza pandemica sta evidenziando le contraddizioni strutturali di questo sistema in ogni suo aspetto del suo dominio.

UNITÀ DEGLI SFRUTTATI CONTRO LE POLITICHE DELL’ODIO, DELLA REPRESSIONE E DEL RAZZISMO.

Inviato da redazione il Gio, 28/06/2018 - 21:09
Non è l’immigrato il nemico dei lavoratori ma il capitale che guadagna denaro e potere sulla pelle di chi è sfruttato. La “pacchia” non è quella di rifugiati, richiedenti asilo e proletari immigrati ma di chi li sfrutta con salari di fame e in condizioni schiaviste, del governo Lega-Cinquestelle che cerca consenso a politiche liberiste e repressive seminando illusioni e divisioni tra i vari pezzi del proletariato.

Per Soumaila Sacko e contro il razzismo di stato!

Inviato da redazione il Mar, 12/06/2018 - 15:18
La piena subordinazione al dominio del profitto e il razzismo sono, già dai primi momenti, la caratteristica dei primi vagiti del neonato governo Lega/Cinquestelle. Una prima feroce rappresentazione del futuro che attende le classe subordinate e, in particolare, la componente immigrata la si è avuta domenica scorsa quando Soumaila Sacko veniva giustiziato a fucilate mentre raccoglieva delle lamiere da una fabbrica abbandonata. Materiale di fortuna per un riparo più sicuro, per ridurre il rischio di perdere la vita o i propri documenti negli incendi che flagellano le baracche dei numerosi “ghetti” in cui vivono i braccianti sfruttati in maniera disumana nella campagne italiane. Una fotografia dello schiavismo moderno e delle miserabili condizioni di vita e di lavoro, subordinate al potere criminale del caporalato e delle locali organizzazioni criminali, ma diretta conseguenza dell’organizzazione capitalistica e delle dinamiche di massimizzazione del profitto che per realizzarsi deve ridurre i costi in primis del lavoro.