Inviato da redazione il Gio, 28/06/2018 - 21:09
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prima gli sfruttati

Il corteo di sabato 7 Luglio a Milano è stato un significativo passo contro le politiche xenofobe e razziste del governo lega/5 stelle.

Di seguito il comunicato sul corteo redatto dal Si Cobas.

Ieri pomeriggio un corteo di oltre 1500 tra operai, solidali, movimenti per la casa e realtà sociali e politiche cittadine ha attraversato via Padova e le strade circostanti.
 

Una manifestazione al tempo stesso festosa e combattiva, caratterizzata, come oramai accade da anni a questa parte, da una massiccia presenza dei lavoratori S.I. Cobas, in primo luogo dei facchini.
 

La denuncia e l'opposizione al razzismo di Stato, parola d'ordine che ha innervato l'intera manifestazione, ha visto in prima fila centinaia di lavoratori immigrati.
 

Dal camion di apertura decine di interventi hanno evidenziato che le logiche razziste e securitarie del governo Lega- 5 Stelle sono innanzituto un'infame strumento nelle mani dei padroni per dividere la classe lavoratrice e rendere tutti più sfruttati e ricattabili, dunque solo l'unità nella lotta e il recupero dell'internazionismo proletario può rappresentare un antidoto efficace all'ondata reazionaria che va affermandosi sia in Italia che in Europa.
 

Il corteo ha registrato inoltre la partecipazione dei 5 licenziati FCA, esempio lampante di come oggi i padroni intendano ridurre all'impotenza gli operai impedendogli persino il diritto di critica e la libertà di pensiero. 

Rilevante, infine, la presenza dei familiari di Abd El Salaam, facchino che nel settembre 2016 perse la vita travolto dalle ruote di un camion durante un picchetto alla Gls di Piacenza.
 

Oggi, grazie all'intervento del SI Cobas, sia il figlio che il fratello di El Salaam sono stati assunti nel magazzino Gls di Piacenza, e sono militanti attivi del nostro sindacato.
 

La manifestazione di ieri è stato per noi un primo, importante banco di prova cittadino al fine di rilanciare e radicare anche a Milano quella proposta di fronte anticapitalista da noi lanciata a tutte le forze di classe a partire dal corteo nazionale a Roma dello scorso 24 febbraio.
 

Un banco di prova tanto più importante in vista del compiti e degli appuntamenti di lotta nazionali del prossimo autunno sia sul versante sindacale che sul piano della costruzione di un'ampia opposizione di classe a questo governo e alle sue politiche.


08/07/2018
 

S.I. Cobas nazionale

 

 

L'APPELLO PER IL CORTEO DI MILANO:

 

Non è l’immigrato il nemico dei lavoratori ma il capitale che guadagna denaro e potere sulla pelle di chi è sfruttato. La “pacchia” non è quella di rifugiati, richiedenti asilo e proletari immigrati ma di chi li sfrutta con salari di fame e in condizioni schiaviste, del governo Lega-Cinquestelle che cerca consenso a politiche liberiste e repressive seminando illusioni e divisioni tra i vari pezzi del proletariato.

Non esistono immigrati regolari o irregolari: esistono proletari che fuggono dalle guerre, dalla miseria e dalla sete di profitto dei governi imperialisti, rischiando la vita nei campi di concentramento libici, nel Mediterraneo e poi nei cosiddetti “centri di accoglienza o di rimpatrio” per filtrarli verso il respingimento nella miseria o lo sfruttamento nei luoghi di lavoro.

Costruiamo l’unità degli sfruttati per dire NO:

  1. Al razzismo e alla violenza contro i migranti:  tentata strage razzista a Macerata, Idi Dyene ucciso a sangue freddo a Firenze, Sacko, fucilato mentre raccoglieva lamiere in una fabbrica dismessa.
  2. Alla chiusura delle frontiere e dei porti Italiani (centinaia tenuti in ostaggio sulla Lifeline e Maersk) metodo infame di propaganda e di speculazione politico-economica sulle vite degli sfruttati.
  3. Alla repressione esercitata contro Moustafa, condannato a 4 anni e 8 mesi di reclusione a Piacenza per aver resistito alle cariche della polizia durante un corteo antirazzista e contro il coordinatore nazionale del SI Cobas accusato di estorsione a dimostrazione che gli attacchi ai proletari e a chi lotta sono espressione di sistema.
  4. All’attacco al diritto di sciopero, l’arma più importante in mano alla classe operaia per opporsi nell’immediato allo sfruttamento.

5. Alla repressione del diritto a una casa: come l'attacco portato contro l'occupazione in via Palmanova ai danni 12 nuclei familiari con 8 bambini. Uno schieramento di mezzi militari mai visto con centinaia di uomini : una dichiarazione di guerra per tutte le lotte, volta a colpire un'esperienza di autorganizzazione collettiva, un nuovo tipo di protagonismo e percorso di lotta ricompositivo.

Le lotte, nella logistica e non solo, dimostrano che i lavoratori immigrati, uniti agli italiani nella lotta, possono alzare i salari e migliorare le condizioni di lavoro, opponendosi alle svendite di CGIL, CISL e UIL; indicano inoltre la necessità di una risposta generalizzata agli attacchi dei padroni per imporre condizioni di lavoro e di vita sempre peggiori.

Per queste ragioni, anche in continuità coi due scioperi nazionali precedenti,  riaffermiamo oggi, e con lo sciopero generale in autunno, la nostra piattaforma di lotta:

  • riduzione dell'orario con forti aumenti di salari e pensioni; salario medio garantito ai disoccupati.
  • pensione a 60 anni o 35 anni di contributi, welfare universale e pubblico
  • parità di diritti italiani-immigrati, abolendo il ricatto del permesso di soggiorno legato al rapporto di lavoro (Bossi-Fini); regolarizzazione degli immigrati presenti in Italia, cittadinanza a chi nasce in Italia da genitori migranti.
  • abolizione del Jobs Act e di tutte le forme di lavoro precario;
  • diritto alla casa contro affitti e mutui usurai, no a sfratti e sgomberi contro chi occupa per bisogno;
  • unità dei lavoratori di tutti i paesi, a partire da quelli europei, per contrastare le politiche dei rispettivi governi: guerra interna per imporre sempre più sfruttamento, e aggressione imperialista verso l’esterno. No alle spese militari!

 

Manifestazione sabato 7 luglio P.le Loreto ore 17

 

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