Inviato da redazione il Gio, 11/05/2017 - 12:03
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Crediamo che il Primo Maggio sia stata un'eccezionale giornata di lotta, che ha visto la partecipazione determinata di migliaia di lavoratori, compagni e compagne, che insieme hanno contribuito a tracciare una chiara linea di incompatibilità politica e sindacale con il capitale.
Senza entrare nel merito dei contenuti che demandiamo all'appello di indizione, giriamo a questo proposito il comunicato del Si Cobas che, con uno sforzo politico e organizzativo non comune, ha riempito la piazza con i lavoratori della logistica e non solo che si sono resi protagonisti negli ultimi anni dei livelli di conflitto più marcati in senso anticapitalista.

Crediamo però che questa bellissima giornata di lotta possa rappresentare anche qualcosa di più. Questo proprio partendo da ciò che è stato il confronto franco e dialettico tra le realtà sindacali e politiche che hanno contributo alla sua realizzazione.
Un confronto costruito a partire dall'esigenza di amplificare e generalizzare i diversi livelli e pratiche del conflitto, per una ricomposizione sociale e un'unità di classe da sperimentare e provare a costruire sul terreno concreto della lotta sulla materialità dei bisogni, in una chiara prospettiva antagonista al modo di produzione capitalistico.
Siamo convinti  infatti che IL PRIMO MAGGIO possa essere un ottimo punto di partenza per mettere in campo, in maniera orizzontale e plurale dal punto di vista delle diverse specificità  e settori di intervento, un'opposizione concreta e radicale ai tentativi di superamento della crisi da parte del capitale.
Essere conseguenti con la costruzione del  primo maggio vuol dire arrivare ad un prossimo momento di confronto nel quale auspichiamo si comprenda la necessità di una mobilitazione comune nel caso dei preannunciati scioperi generali della logistica e dei trasporti. Ancor di più dopo il sonoro schiaffone ricevuto da Alitalia e sindacati confederali.
Questi crediamo possano rappresentare solo i primi 2 importantissimi possibili passi su cui costruire mobilitazioni condivise e partecipate, in un momento nel quale anche altri terreni di scontro diventano impellenti come xenofobia e razzismo e la campagna continua contro i proletari che scappano dai teatri di guerra edificati dalle cosiddette "democrazie occidentali" e i nuovi venti di guerra sempre più forti.
Sta a noi tutti saper valorizzare quella giornata e saperne cogliere l'opportunità che ci offre.

I compagni e le compagne del Csa Vittoria

 

Di seguito il comunicato del Si Cobas sulla manifestazione del 1°maggio

Primo Maggio: Forte manifestazione internazionalista a Milano


La manifestazione del Primo Maggio a Milano, organizzata nel pomeriggio dal SI Cobas con USI, SGB, e diverse federazioni della CUB, con l’adesione di numerose organizzazioni politiche, associazioni e collettiviha visto la nutrita e vivace partecipazione di migliaia di persone, nonostante la pioggia battente che ha accompagnato gran parte del corteo, snodatosi nel quartiere popolare di via Padova e poi viale Monza.
Un grande numero di partecipanti era costituito dal multicolore mondo dei lavoratori della logistica, provenienti da ogni parte del mondo e organizzatisi con il SI Cobas in diverse regioni d’Italia (sono venuti a Milano con 20 pullman). Sono i protagonisti delle lotte di questi anni che hanno sollevato migliaia di lavoratori da condizioni schiavistiche imponendo rispetto e dignità sul lavoro e un salario decente. Essi rappresentavano anche visivamente il carattere di classe e internazionale del Primo Maggio, leit motif della manifestazione, e il collegamento ideale con le manifestazioni che in questa giornata si sono svolte in tutti i paesi del mondo.
Un fattore di mobilitazione aggiuntivo è stata la protesta contro l’arresto, le accuse infamanti senza prova alcuna, e l’obbligo di dimora inflitti al coordinatore del SI Cobas Aldo Milani per la lotta ancora in corso contro i licenziamenti alla Alcar 1 del gruppo  Levoni a Modena: “siamo tutti Aldo Milani” è stato uno dei cori più ripetuti. Accomunava i partecipanti l’opposizione contro gli attacchi al diritto di organizzazione e di sciopero, portati avanti oltre che con centinaia di denunce, con l’accordo sulle rappresentanze.
Il corteo, per nulla assottigliato dalla pioggia battente, si è concluso nel parco Trotter, dove oltre ad Aldo Milani sono intervenuti diversi esponenti delle organizzazioni partecipanti. Essi hanno ricordato le origini del Primo Maggio nella lotta per le 8 ore, e nella violenta repressione di quella lotta a Chicago nel lontano 1886. Diversi intervenuti hanno sottolineato la necessità dell’unione internazionale dei lavoratori per lottare non solo per il miglioramento immediato delle condizioni dei lavoro e di vita – conquiste che il capitalismo continuamente rimette in discussione – ma per opporsi al militarismo e alle guerre condotte dagli imperialismi, Italia inclusa, e alla repressione contro profughi e immigrati in generale; e soprattutto la necessità della lotta per portare al potere i lavoratori rovesciando quello  del capitale, e realizzare così una società senza classi, senza sfruttamento e senza guerre.